EMPOLI. E’ una storia d’affetto per il territorio e di appartenenza e vede come protagonista una storica colonna, realizzata in pietra serena, con alcune parti in ghisa e formata da base, fusto e capitello.

Commissionata nel 1840 circa dal Granduca di Toscana Leopoldo II all’Architetto Manetti , ne esistono ancora in Toscana, era una vera e propria indicazione stradale, l’attuale segnaletica verticale. Marcava l’inizio delle strade regie, in prossimità delle biforcazioni, in questo caso tra via Livornese e via Lucchese a Santa Maria, quartiere di Empoli.

In quell’epoca erano dei veri e propri punti di riferimento per  viaggiatori e  pellegrini, oggi rappresentano una parte della nostra storia e identità territoriale.

Con il tempo però la pietra serena ha iniziato a perdere di consistenza, così come le parti decorative in ghisa tanto da dovere procedere ad un progetto di recupero e restauro per mantenere visibile la testimonianza storica.

Alberto Michelucci del Consiglio Pastorale e Piero Bartalucci della Casa del Popolo si sono adoperati a dare il via a questo percorso programmando ed incentivando iniziative insieme alla comunità di Santa Maria che immediatamente si è strutturata per sostenere il progetto di riqualificazione, dimostrando di essere molto legata al territorio e al suo passato.

Ecco che la Casa del Popolo e il Consiglio Parrocchiale hanno dato vita al “ Comitato Santamariese”, un’idea  nata grazie ad un suggerimento dell’Accademico di Storia dell’Arte  Bruno Santi, in visita alla Chiesa di Santa Maria a Ripa, e sottolineata  durante la visita pastorale dell’arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori, in chiaro segno di un percorso partecipato e condiviso volto al recupero di un patrimonio prezioso  ma anche come testimonianza di fratellanza.

Non solo due cene di finanziamento, nell’arco di un anno, ma anche visite guidate, conferenze, rappresentazioni teatrali  per scoprire le bellezze architettoniche e culturali del quartiere e, storia nella storia, la donazione di due signore americane figlie di una santamariese che, saputo della raccolta di fondi, hanno sostenuto economicamente il progetto facendo di persona, le signore Fiorenza e Brunella Bruni risiedono in Texas, una donazione per il progetto come sentimento di affetto in memoria dei loro genitori.

Per il restauro occorrono circa 18mila euro e il Comune di Empoli, proprietario della colonna, con l’obiettivo di mantenere vive queste testimonianze,  si è impegnato per completare e sostenere il restauro. Lo stesso sindaco di Empoli Brenda Barnini intervenendo nell’ambito di una delle iniziative ha sottolineato come   “ questo progetto mette al centro la voglia di stare insieme, di sentirsi comunità, di far parte del territorio e trasmette e comunica la storia ai nostri ragazzi  proprio come forte senso di appartenenza“.

In molti hanno risposto all’appello: la Banca di Credito Cooperativo di Cambiano, la Cantina Sociale Montalbano, la Fondazione Sesa, i 45 esercizi commerciali di Santa Maria,  viale Boccaccio e via Segantini e la sezione soci Coop di Empoli.

Nell’occasione della cena del 17 giugno  sono stati raccolti circa 5000 euro.  Gli organizzatori rivolgono un ringraziamento speciale a tutti i partecipanti e in particolare ai ragazzi dell’Istituto Ferraris di Empoli, coordinati dalla prof. Silvia Desideri, e in cucina al cuoco della Casa del Popolo e alle cuoche di Santa Maria che, grazie alla struttura dell’Oratorio, hanno proposto un delizioso menù.

Quando Santa Maria chiama, la comunità risponde forte, coesa e compatta.

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