Un riconoscimento alle eccellenze lucane – e non solo – che si sono distinte e lo fanno ancora, a Firenze. E’ quello che assegnerà mercoledì 13 settembre alle 20 l’Associazione culturale Lucana Firenze. La cerimonia si terrà al Fiorino sull’Arno, in lungarno Pecori Giraldi a Firenze. E’ una novità della seconda edizione della Settimana Lucana, un riconoscimento simbolico a esponenti della società civile che hanno legato il proprio nome alla Basilicata per origine o per professione, portandone in alto il nome della regione e della sua gente.

Ma chi sono i prescelti di questa prima edizione del premio? Eccoli.

SERGIO STAINO. La sua carta di identità dice che è di Piancastagnaio, sull’Amiata. Ma ha origini lucane: i nonni erano contadini di Stigliano, paese in provincia di Matera. Lui, Sergio, dopo la laurea in architettura fa l’insegnante: ottiene i primi incarichi in provincia di Firenze, decide di mettere casa a Scandicci. La sua grande passione per i fumetti lo porta a debuttare con un personaggio che – a oltre 40 anni di distanza – è ancora conosciuto e amato: il suo Bobo fa le prime apparizioni nella rivista Linus, diretta da Oreste del Buono. Nel frattempo collabora con quotidiani  e riviste. A metà degli anni Ottanta dirige il settimanale satirico Tango. Si cimenta, come regista e sceneggiatore realizzando due film: Cavalli si nasce e Non Chiamarmi Omar. Nell’autunno del 2016 viene chiamato a dirigere L’Unità, incarico che mantiene fino alla primavera del 2017.

UMBERTO MONTANO. Il suo nome è in simbiosi con la ristorazione fiorentina. Anche lui, come Staino è originario di Stigliano. C’è nato, ma all’inizio degli anni Ottanta si trasferisce a Firenze per insegnare all’istituto alberghiero Saffi. Il suo dna imprenditoriale prende il sopravvento: apre il ristorante Alle Murate. E’ in via Ghibellina, a due passi dal carcere (all’epoca già svuotato dopo il trasferimento a Sollicciano).La sua ultima creatura è Il mercato centrale. “Un luogo – racconta lui stesso – dove abbiamo cercato di semplificare il mondo dell’enogastronomia: abbiamo tolto gli chef e dato spazio ai cuochi. Abbiamo valorizzato il panettiere, il pescivendolo egli altri mestieri che sono il vero valore del mondo enogastronomico”. E’ stato insignito del premio Heraclea 2017 a Policoro di Matera.

VITO MOLLLICA. E’ excecutive chef  al ristorante Il Palagio del Four season a Firenze. Nato ad Avigliano, si è trasferito da piccolo con la famiglia in Lombardia. Le sue esperienze professionali passano da Milano a Praga. Poi, nel 2007 approda a Firenze e se ne innamora. Da due anni è responsabile anche del ristorante milanese del Four Season. La sua cucina è apprezzata grazie alla sua cura maniacale della produzione degli ingredienti.

 

DOMENICO VIGGIANO. Nato a Irsina  vive e lavora a Firenze dal 1960. Nel ’60 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove studia scultura con Antonio Berti e Giulio Pierucci e incisione con Rodolfo Margheri e Giuseppe Viviani. Si diploma nel 1964. Tre anni dopo  già insegna tecniche dell’incisione, prima all’Accademia di Belle Arti di Lecce, poi a Carrara, e dal 1972 ottiene la titolarità della cattedra di incisione all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Sempre nel 1972 viene eletto Vice Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, incarico che conserva fino al 1983, per passare poi a dirigere il prestigioso Istituto mantenendo l’incarico ininterrottamente fino al 20 maggio 2002. È membro dell’Accademia delle Arti del Disegno, presidente della Fondazione Antonio Berti e del “gruppo Donatello”. Dal 1983 al 1995 è stato consulente capo della Scuola Internazionale di Arti grafiche “Il Bisonte”. Si è occupato fin dall’adolescenza anche di fotografia e ha pubblicato numerosi cataloghi e volumi.

 

DOLORES LIMONGI. E’ di Lauria. È giudice del tribunale di Firenze e si è occupata di molte vicende giudiziarie di Firenze e della Toscana.

ADRIANA MASTRANGELO. Storica d’arte e docente. Ha scritto molti libri sulla storia dell’Arte. Si è occupata anche di diversi aspetti della vita artistica lucana, oltre che fiorentina.

PIETRO LAUREANO. E’ un architetto e urbanista nato a Tricarico. È consulente Unesco  per la gestione dell’acqua, la civiltà islamica e gli ecosistemi in pericolo, con vari interventi in Libia, algeria e Eritrea. Con i suoi studi sulle oasi del deserto algerino, condotti durante gli otto anni in cui ha vissuto nel Sahara, ha dimostrato come le oasi siano frutto dell’ingegno umano, patrimonio di tecniche e conoscenze per combattere l’aridità e modello di gestione sostenibile per il pianeta.

Ha insegnato nelle facoltà di architettura delle Università di Algeri, Firenze e Bari.  È autore dei rapporti che hanno portato all’iscrizione nella lista del Patrimonio dell’Umanità Unesco dei Sassi di Matera, dove ha vissuto per dieci anni abitando in locali da lui restaurati con metodi tradizionali.

CARLO DI MARIO. E’ un cervello in fuga che è tornato in Italia. Scegliendo Firenze: è professore ordinario del dipartimento di medicina sperimentale e clinica malattie dell’apparato cardiovascolare. A Firenze è arrivato nell’estate del 2016, dopo un’esperienza di 15 anni trascorsa in Inghilterra, a Chelsea.

PASQUALE MENNONNA. E’ un neurochirurgo, ora in pensione. Ha operato per anni a Careggi. A Firenze lo conoscono tutti. Anche perché è stato il medico che ha operato Giancarlo Antognoni, quand’era calciatore e bandiera della Fiorentina, in seguito a un drammatico infortunio di gioco, avuto in campo con il portiere del Genoa Martina.

Non solo lucani, però, saranno premiati dall’Associazione culturale Lucana-Firenze. E questa scelta serve proprio a consolidare ancor più il rapporto che  c’è tra la Basilicata e la città di Firenze. Un riconoscimento andrà al nuotatore  fiorentino (è di San Casciano) FILIPPO MEGLI, protagonista ai recenti mondiali di nuoto.

E all’imprenditore  BARTOLETTI ideatore della BB Spa di Calenzano. Quest’ultimo, 51 anni, fiorentino, è presidente e proprietario di un gruppo di otto aziende che fa capo alla BB Holding, società operante nel settore dell’alta moda dal 2000. Aziende con una peculiarità importante: Bartoletti dà un enorme  contributo  nella lotta contro il cancro. assumendo, nelle sue aziende, malati di cancro.

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