Immaginiamoci un ragazzino di un paese del sud, sprofondato in una poltroncina al cinema, che anziché essere rapito dalle immagini, viene catturato dal suono. Dalla musica che entra dentro e ha il potere di stravolgere la mente, i pensieri, e come un tarlo, scavare nei desideri e nei sogni.Una specie di chiamata. E’ questo ciò che racconta, della sua passione – poi diventata professione – il maestro Nicola Lerra. Venticinque anni, originario di Nova Siri, cittadina balneare sulle coste ioniche del Materano, in Basilicata, Lerra è uno dei musicisti più apprezzati a Hollywood, la Mecca del cinema. Compone colonne sonore, musiche per cortometraggi, per spot pubblicitari, per film. E miete un successo dietro l’altro. Segno che quel ragazzino, da quel pomeriggio al cinema di paese, di strada ne ha fatta davvero tanta. E a livelli altissimi. Il suo modo di comporre è innovativo: usa a suo piacimento i suoni dell’elettronica più avanzata e quelli dell’orchestra tradizionale. Ha iniziato a studiare musica a sette anni. A soli 16 anni produce le sue prime composizioni orchestrali e, a 21 anni pubblica il suo primo album, “Time”. I suoi più grandi successi sono l’album “The New Era“, composto e dedicato al trailer finale di The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro (2014), “Il mio nonno era un albero di ciliegio”, composto per il film animato My Il nonno era un albero di ciliegio (2015), pluripremiato e selezionato nell’elenco di sette migliori cortometraggi di animazione del mondo agli ottantanovesimi  Oscar Academy Awards. I suoi punti di riferimento nel campo musicale sono Hans Zimer (il compositore della colonna sonora The Last Samurai, il film che Lerra indica come quello che gli ha fatto nascere interesse e passione per la musica), Alexandre Desplat, Ennio Morricone, James Horner e Ludovico Einaudi. 

Com’è nata la passione per la musica?

Mi sento fortunato a riguardo, se oggi mi occupo di questo è perché la musica mi ha scelto e non viceversa, è stata una vocazione e quando ho capito di avere determinate capacità ho iniziato a lavorare duramente e silenziosamente. Sono sempre stato attratto dal cinema, dalla storia e ovviamente dai film e i suoi generi, in particolare, il genere drammatico è quello che più mi appartiene. Penso che un compositore o una persona che esprima un’arte si identifichi, in base alle proprie esperienze vissute, o semplicemente al proprio carattere, in un genere o stile. Con questo non voglio dire che sono una persona dall’animo prettamente drammatico e che ricerco anche nel lavoro questo tipo di stato d’animo, anche perché in questi anni ho avuto modo di trattare diverse tematiche, però resto semplicemente affascinato da quello.

Cosa la ispira?

Qualsiasi cosa. Noi viviamo in un mondo fatto di materia ma anche di suoni che ci circondano, basta soffermarsi ed ascoltare. Non è un processo semplice per quanto lo possa sembrare e non è per tutti, per questo mi sento fortunato. Ho la possibilità di visitare posti fantastici però la “mia” terra, la Basilicata, mi ha sempre messo a disposizioni un mare di suoni ed emozioni ispirandomi molto nel corso della mia carriera e durante i progetti a cui ho lavorato.

Come ha conquistato spazio e attenzione nel mondo del cinema americano?

In America e non solo, non è tutto scontato, anzi, se vuoi ottenere qualcosa, puoi, dipende da te , da quanta voglia hai di fallire e rialzarti. Io ho seguito la mia strada volando molto basso,con umiltà,e continuo tutt’ora a farlo perché penso che non ci si sente e non ci si deve mai sentire arrivati in questo campo. Ho iniziato mettendomi in gioco, partecipando a concorsi internazionali e vincendoli, attraverso questi ho creato la mia rete ed ampliato le mie conoscenze personali e professionali lavorando duramente . Mi sento di fare una considerazione: spesso la società in cui viviamo ci “spinge” a far credere che andando all’estero possiamo riuscire a soddisfare i nostri obiettivi con semplicità o in un breve periodo. Nulla di più falso. La realtà è che ognuno di noi può uscire fuori dal proprio ambiente e far della propria vita un capolavoro ma cosa siamo disposti a rinunciare? Del resto non si tratta di una vacanza..

In Basilicata negli ultimi tempi c’è una crescita di interesse per il cinema: può essere (insieme alla musica da film) una opportunità per far crescere nuove professionalità?

Certamente e le dirò di più.. penso sia un grave errore se questa crescita di interesse per il cinema, specialmente nel nostro territorio come lei ha fatto presente, non solo da parte di aziende nazionali ormai note quali Rai e Mediaset ma anche da parte dei grandi colossi mondiali quali DC Entertainment , Warner BrosStudios , tanto per cintarne alcuni.. non venga “sfruttata” mettendo a disposizione questa visibilità per offrire opportunità a quelle personalità che già rappresentano da tempo la nostra terra,la Basilicata ma ,anchel’intera Italia,con dovute collaborazioni contrattuali e facendo crescere parallelamente anche i giovani più promettenti. La Basilicata non è stupenda solo per i grandi ambienti di impatto che offre e sarebbe poco proficuo “utilizzarla” solo a scopi speculativi del momento, bisogna giusto ricordare invece che, sono le persone e le loro gesta che rendono di conseguenza grande una regione, uno Stato, o quel che sia, valorizzando il tutto.

Quali sono i suoi strumenti di lavoro?

Ho iniziato con il flauto traverso e subito dopo mi sono appassionato al pianoforte e alla chitarra. Quello che voglio dire è che il pianoforte è diventato, negli anni, il mio migliore amico ma ogni giorno cerco di comprendere di più sul suono che ogni singolo strumento di un contesto orchestrale emana, per poi cercare di evolverlo e migliorarlo, in quello che penso sia il mio desiderio di ricerca verso un nuovo suono.

Che progetti ha nel cassetto?

Tanti!! Non posso divulgare notizie al momento però ho una pagina ufficiale verificata su Facebookdove io e il mio staff comunichiamo tutte le novità, vi consiglio di darci un’occhiata.

Cosa porta delle sue origini dentro le sue composizioni?

Le lunghe passeggiate di riflessione quando affrontavo nuove sfide e programmavo i miei obiettivi , naturalmente sul viale che porta allo splendido mare della costa Jonica, quelle, senza dubbio, sono state fonte di ispirazione per le mie composizioni oltre a seguire, chiaramente,  schemi tecnici e teoricinella realizzazione di esse.

Quando si trova all’estero e le chiedono di raccontare le sue origini, quali immagine (anche musicale, se crede) utilizza per descrivere la Basilicata?

La Basilicata non la si può descrivere , bisogna viverla perché è stupenda! I miei colleghi e amici questo lo sanno e l’adorano.

 

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