A volerci credere, questa storia ha tutti gli ingredienti per farci capire che ognuno di noi ha un strada già segnata. E che la nostra abilità, o fortuna, è saperla riconoscere a ogni bivio che ci si presenta davanti. O ad ogni segnale che ci arriva. Succede, ad esempio, che certi amori “sboccino” e crescano sull’emozione e sul senso evocativo di una musica. Altri, dalla melodia di una voce. E possono diventare gli amori di una vita. E’ quel che è accaduto a Pietro Scaramuzzo, che sull’onda di una canzone brasiliana, ha creato un legame fortissimo con quella terra che, a vederla su una cartina è così tanto distante dal luogo dov’è nato. Pietro è di Montescaglioso, nel Materano. Ma oggi vive e lavora a Lisbona. Ma, soprattutto è il creatore del portale web Nabocadopovo, una finestra che permette al mondo intero di affacciarsi sul Brasile, dove lui ha vissuto e ha studiato a lungo. Pietro è un medico e un giornalista. Ma prima di tutto è un appassionato, esperto e critico di musica e la racconta, attraverso il sito web, insieme a tutta la cultura brasiliana.

Pietro Scaramuzzo (a destra) con Gilberto Gil e, a sinistra, Franco Fontana

A chi gli chiede com’è esplosa questa passione per il Brasile, lui racconta che quando ha messo piede in quel Paese per la prima volta, si è sentito come se fosse a casa. “Ho avuto la stessa sensazione di chi, provandosi un abito nuovo, capisce che è quello adatto per lui, della taglia giusta”. Ma qui, arriva anche un altro segnale, che gli ha permesso di scegliere, a uno dei crocicchi della vita, la strada giusta da scegliere: il nonno di suo padre era emigrato in Brasile, insieme alla moglie. Parliamo del 1902. E la data di sbarco a Santos, il 29 gennaio, è la stessa in cui, molti anni dopo, è nato Pietro.
Cos’è NabocadoPovo?
Mi piace pensare a Nabocadopovo come una finestra privilegiata sempre aperta sull’universo culturale brasiliano. Un punto di contatto tra due culture per certi versi molto distanti ma assolutamente simili tra loro. Nato quasi per gioco, il portale è diventato il punto di riferimento per chi si avvicina al Brasile tanto che godiamo dell’appoggio istituzionale dell’Ambasciata del Brasile ma, anche e soprattutto, del supporto di grandi nomi della cultura brasiliana, da Gilberto Gil a Toquinho.
Come nasce la passione che ha per il Brasile, per la sua cultura e la sua musica?
Tutto è iniziato grazie alla musica. Sono sempre stato un grande divoratore di dischi, sin dall’adolescenza, ma mi sono avvicinato alle sonorità brasiliane solo più tardi e quasi per caso ascoltando una vecchia registrazione di Chega de Saudade cantata da João Gilberto. È stato amore al primo ascolto. La cultura brasiliana è arrivata in un secondo momento, ovvero quando ho sentito l’esigenza di dare un contesto storico e sociale alle melodie che accompagnavano le mie giornate. È iniziato così un viaggio meraviglioso in un universo estremamente complesso come quello del Brasile che ancora oggi, dopo tanti anni, è in grado di stupirmi e di affascinarmi.
C’è un legame con le sue origini?
In realtà un legame esiste ma l’ho scoperto solo recentemente. Il nonno di mio padre, come molti altri italiani, è emigrato in Brasile insieme a sua moglie all’inizio del secolo scorso, sbarcando nel porto di Santos il 29 gennaio del 1902. Sono riuscito a trovare i documenti nell’archivio del Museu da Imigração di São Paulo. È curioso non solo il fatto che ci sia una linea diretta di sangue con il mio antenato ma anche il fatto che la data di sbarco coincida esattamente con la data del mio compleanno, tranne che per l’anno, ovviamente.
Lisbona è una scelta di vita legata all’amore per il portoghese?
Lisbona è un luogo fisico e culturale a metà strada tra Italia e Brasile. La comunità italiana qui a Lisbona è grande e molto unita e questo è sicuramente piacevole. La cosa che però più mi affascina di questo posto è la possibilità di vivere a fondo la cultura brasiliana pur rimanendo in Europa. Il Portogallo è tappa fissa per tutti gli artisti brasiliani che si preparano a fare una tournée nel vecchio continente.
Quali legami ha con le sue origini lucane?
Sono molto legato alla mia terra anche se non vivo in Basilicata. Sono un cultore del dialetto e lo parlo quotidianamente con la mia famiglia. Adoro tornare in Basilicata quando posso, prendere la macchina e visitare i paesini sperduti in quell’entroterra lucano che ancora sa resistere alle lusinghe del mondo moderno. Sono oasi quasi incontaminate che spero non si estinguano mai.
Quali punti in comune ci sono tra il Brasile, la sua musica e il nostro Sud o, per essere più precisi, con la Basilicata?
Credo che siano pochissimi i punti in comune tra la musica della Basilicata e quella del Brasile che, più che dell’influenza italiana, risente di quella portoghese e, soprattutto, africana. In alcuni contesti si possono trovare gli stessi strumenti ma che vengono utilizzato secondo canoni totalmente differenti.

Pietro Scaramuzzo (a sinistra) con Tom Zé. Nella foto del titolo è con Fiorella Mannoia

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