Il giardino della sua abitazione diventerà, per tre giorni, una galleria d’arte a cielo aperto, con l’intento di lanciare un messaggio sociale. Un’esposizione che parlerà di corpi e di donne che Patrizia Pacini, 43 anni, fiorentina trapiantata a Montelupo Fiorentino, mostrerà in occasione della Festa della ceramica, dal 15 al 17 giugno a Montelupo Fiorentino.

Patrizia con le sue installazioni racconta l’inno alla vita, la solarità, la complessità della mente femminile ma anche le “gabbie” mentali che ostacolano le donne nel loro percorso quotidiano.

Una passione, quella per l’arte, esplosa all’improvviso. Patrizia lavora con le energie delle persone, si occupa di massaggi: un modo, dice, per aiutare gli altri e conoscere meglio se stessa. Nasce dall’idea di dare una nuova vita a oggetti che vengono messi in disparte, inutilizzati. Nascono così le installazioni dei manichini. Che diventano corpo, perché lei con i corpi lavori. E diventano anche sensazioni ed emozioni che le due opere sprigionano e che chi fruisce della sua arte “cattura”.

Patrizia studia le lingue macapisce ben presto che la sua anima chiedeva altro. “Ossia cercare di aiutare le persone ad entrare in contatto con le proprie emozioni attraverso la riconnessione quasi dimenticata tra corpo, mente e spirito _ racconta _ .Nel 2000 ho iniziato il mio percorso di crescita personale e professionale con l’arte del massaggio olistico”.

Arte nelle mani, arte che parte dal cuore. “La voglia di emozionare chi osserva cio’ che creo è un desiderio profondo, sperare di suscitare un ricordo, uno spunto di riflessione, uno stato d’animo soggettivo e intimo che possa risvegliare un qualcosa di sopito, dimenticato e perchè no, un messaggio di crescita evolutiva”, spiega Patrizia.

Nasce il nome Suryart Firenze nel 2015. Sono l’unione  di due parole: Surya, ossia Sole nell’antica lingua indo-sanscrita, riferita al costante intento di vedere la luce in ogni cosa che vivo; Art per dare il senso pratico a quel che fa.

“La mia passione per la creatività si è sviluppata nel momento in cui ho iniziato a voler dare nuova vita a semplici manichini attraverso l’utilizzo di piu tecniche, come il decoupage o il riciclo di materiali vintage, facendone dei complementi di arredo o lampade. La mia curiosità si è spinta verso lo studio e l’uso dei colori acrilici e la combinazione talvolta di parte degli stessi manichini integrati ai quadri a cui ho dato vita”

Le opere che Patrizia Pacini esporrà nel giardino della sua abitazione, in via Rovai, a due passi dalla Casa del Popolo di Montelupo, sono tre. Si tratta di Dannata Utopia (una riflessione di quanto effimera sia la ricerca del lusso e del finto benessere che rischia di ingabbiare la donna); Memento Mori (un inno alla vita, a vivere il presente lasciandosi alle spalle il passato e non guardare sempre al domani. Un inno al “qui e ora”) e Donna (racconta la mente complessa, colorata, misteriosa e ingarbugliata delle donne).

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