E’ quello che, per mestiere, cuce i “vestiti” intorno alle storie. Lo fa creando ambienti o valorizzando quelli esistenti che gli mette a disposizione la natura. Spadroneggia con le luci e con i colori. E’ un po’ architetto e un po’ artigiano; designer e arredatore, pittore, carpentiere ed esperto di nuove tecnologie: Mario Carlo Garrambone è tutto questo. Una specie di mago che, con le sue creazioni riesce a incantare gli spettatori e ad esaltare quel che avviene intorno alle scene che ha creato. La sua professione è quella di scenografo e di lighting designer. Lo fa da quasi trent’anni a livelli altissimi. D’altra parte è allievo di Gaetano Castelli. Per mestiere va in giro per il mondo ma ha scelto la sua terra, la Basilicata, come base di partenza. Nato a Cirigliano, vive da una decina d’anni a Policoro, con la sua famiglia, la moglie e una figlia. Qui ha il suo laboratorio, qui mette a punto le sue idee e realizza le sue creazioni. Alla sua terra è legato, al punto che ha ideato un premio per mettere in evidenza le eccellenze lucane. Garrambone è l’anima del Premio Heraclea che viene assegnato ogni anno, in agosto, a Policoro e premia quei lucani che si fanno onore in Italia e anche fuori. E’ l’ideatore di questo premio. Ma ha avuto, come compagno di viaggio, il giornalista Rocco Brancati, scomparso da pochi mesi. Rocco era il presidente onorario del premio. “Nell’edizione di quest’anno, che si terrà l’11 agosto, Rocco verrà ricordato e gli sarà assegnato un premio”, svela Mario Garrambone.

Sarà un’edizione particolare del premio Heraclea: la prima senza il suo presidente onorario.

Ci stiamo lavorando, stiamo seguendo le tracce che lui aveva lasciato. Ci siamo sentiti spesso prima che le sue condizioni di salute si aggravassero: aveva già tracciato quegli elementi che poi saranno il racconto fondamentale dell’edizione di quest’anno. Aveva individuato i premiati, alcuni li aveva contattati direttamente, altri ci siamo preoccupati di farlo noi.

Quindi i premiati d i questa edizione sono stato scelti da Rocco Brancati?

Sì, lui lanciava sempre le tracce, che poi, ovviamente,  venivano condivise. A livello embrionale Rocco dava sempre il “la” per individuare  quelle che sono le eccellenze lucane sparse per il mondo, alcune sconosciute, altri abituati a lavorare sempre dietro le quinte,  ma comunque persone di eccezionale livello.

Lei però, ha la paternità di questo premio: ne è l’ideatore.

Tutto è nato nel 2012. Vedevo che a Policoro, dove vivo, non c’era un evento culturale che potesse raccontare l’anima lucana. C’erano feste e festival ma  volevamo fare qualcosa che potesse racchiudere anche il lavoro artistico, professionale e talentuoso delle eccellenze locali, sia in Basilicata che fuori. Dopo un po’ di tempo ne parlai con Rocco. Era il periodo in cui stava per andare in pensione dal suo lavoro in Rai. Mi disse subito: “sono con te, faccio parte della squadra molto volentieri”. Fu indicato subito come presidente onorario.

La sera dell’11 agosto ci sarà un momento dedicato a lui?

Abbiamo deciso di assegnare un premio alla memoria di Rocco. Ritengo che quello che ci ha illustrato in questi anni è stato importante: un percorso che tanti di noi ignoravamo, il premio è fatto di tanti professionisti che si occupano nello show business di tanti mestieri legati a quel mondo. Lui ci ha indicato e lasciato una via da percorrere. Lui e Francesco Caldararo, il presidente dell’organizzazione del premio. Ricordare Rocco sarà un momento straordinario: consegneremo il premio al fratello  Massimo, redattore della Gazzetta del Mezzogiorno. Anche lui è nella squadra da 3 o 4 anni. E’ un passaggio di consegne nel segno della continuità.

Come nasce Garrambone scenografo?

L’ho voluto e ho studiato. Mi sono laureato 29 anni fa con Gaetano Castelli, a Roma all’Accademia delle Belle arti. Vivevo a Roma, facevo avanti e indietro con la Lucania. Dopo il titolo di studio mi sono messo in proprio e, sgomitando a destra e a sinistra, grazie a Dio sono riuscito a firmare scenografie importantissime.

Qual è quella a cui è più affezionato?

Ne ho firmate tante, tutte di prestigio: le ultime due edizioni di Miss Italia per La7, i David di Donatello, Mare Latino, Venice Music Awards e Talent Fest per Rai1, Basilicata Expò Milano. Ma,non lo nascondo, quella che ho nel cuore è il festival di Castrocaro. Era la mia prima diretta televisiva. Mi affidarono la scenografia e avevo come direttore della fotografia e delle luci Franco Ferrari. Un maestro. Fino a pochi mesi prima all’Accademia studiavo sui sui libri, lascio immaginare l’emozione e la responsabilità che mi sentivo addosso. Vengo da una famiglia che faceva tutt’altro: mia madre era sarta, faceva le maglie. I miei fratelli, che mi hanno accudito, quando, giovanissimo ho perso entrambi i genitori,  si occupavano di attività turistiche a Roma: mio fratello aveva un ristorante, mia sorella gestiva una piccola locanda-affittacamere. Arrivavo da questo mondo, non avevo alcun sostegno. Ma tanta volontà.

Come si misura il successo di uno scenografo?

Col consenso della gente. Se le cose che facciamo piacciono vuol dire che abbiamo colto nel segno.  A volte ci troviamo anche a combattere le resistenze, gli ostacoli delle istituzioni. Il Premio Heraclea ne è un esempio. E’ un evento frutto di una squadra di professionisti che lavora, ormai, come una squadra rodata, collaudata. Quando ne parlo dico sempre che il Premio è fatto “anarchicamente”: tante anime che sanno cosa fanno, cosa vogliono e cosa devono fare. Le istituzioni servono da supporto e sostegno a questa macchina “da guerra”. Questo è il segreto del successo del premio Heraclea. Ma non sempre alle istituzioni piace stare a margine, così ogni tanto siamo osteggiati, per il semplice motivo di essere… troppo oltre. Di questo, però ne siamo sempre andati fieri, perchè come diceva Rocco Brancati  “…Quando la volpe non arriva all’uva, dice che è acerba…“.

Chi sono i premiati del premio Heraclea di quest’anno?

Come al solito eccellenze della nostra regione: Enzo Cursio, giornalista che si spende per i diritti umani nel mondo: è un membro della Fao, delle Nazioni Unite ed è un fervente sostenitore dei popoli presso le più importanti istituzioni internazionali. L’Accademia del Nobel di Svezia, per il 2018 ha deciso di candidarlo. Silvio Giordano, il talentuoso artista polivalente e filmaker che  Peter Gabriel ha voluto al suo fianco per un suo lavoro, gira l’Italia e il mondo facendo cose straordinarie. Ed è un giovane. Andrea Di Consoli, autore del Caffè di rai Uno a Unomattina.  Scrittore e autore televisivo, colui che ha realizzato Mater Matera, andato in onda pochi giorni fa, su Rai5. E poi l’attrice rivelazione della Basilicata, Marika Frassino: è giovane e brava. E Rocco Perna manager della Ferrero: ha fatto conoscere la Nutella nel mondo, l’ha portato a essere il prodotto italiano più venduto in Australia e ha concluso un contratto per l’uso della nocciola lucana per la produzione di Nutella dei prossimi vent’anni. E infine Rocco Papaleo, attore, comico e musicista che non ha bisogno di presentazioni.

Quali sono i prossimi progetti con i quali sarà impegnato?

Molte cose. Il 4 agosto a Crotone, sarò impegnato con il Meeting del Mare, per Rai Uno e poi la produzione internazionale, il Sanremo Musical che da ottobre parte per un tour mondiale nel Kazakistan, negli Stati Uniti, in Australia e in Sud America. E’ una produzione straordinaria che ha debuttato a Milano il 18 di maggio. Io ho firmato le scenografie.

LASCIA UNA RISPOSTA

Per favore inserisci il commento
Per favore inserisci l tuo nome