Chi trucca le partite di calcio? Come lo fa, e con quali fini? A queste domande cerca di rispondere il libro Calcio truccato – il grande business della mafia pubblicato da Minerva Editrice e in arrivo in questi giorni nelle librerie. Si tratta dell’ideale continuazione di Game Over (2015), finalista al Bancarella Sport e vincitore del premio della giuria al premio Gianni Brera. In questo nuovo volume trovano ampio spazio la storia del match fixing, gli aneddoti curiosi come le gare truccate corrompendo gli elettricisti degli stadi e addirittura i ghost matches, partite mai giocate eppure al centro di ingenti flussi di scommesse, e la situazione attuale, il profilo dei principali attori di queste vicende, la spiegazione dei meccanismi (e dei complessi moventi) della truffa, e soprattutto il ruolo della mafia italiana e mondiale.

In realtà il calcio non è l’unico sport (né è stato il primo) a venire truccato, anzi negli ultimi anni diverse altre discipline sono nel mirino dei match fixer, e in questo volume si parla anche di storia e tendenze di questa truffa fuori dai campi di football; ma è nel calcio che la mafia investe massicciamente le proprie risorse, e non solo per truccare le partite ma per riciclare immense somme di denaro proveniente dal traffico di droga e di persone, sfruttare l’indotto che gira intorno agli stadi e ai club, e acquisire consensi e potere politico a livello locale.

Gli autori sono Daniela Giuffré, vice questore della Polizia di Stato e già responsabile dell’Unità dell’Interpol contro le frodi sportive dell’Interpol, e il giornalista Antonio Scuglia, membro del Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti della Toscana. La prefazione è di Fiona May, campionessa mondiale di salto in lungo e simbolo dello sport pulito.

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