Negli Anni Settanta, uno dei Collettivi femministi che lottava per il riconoscimento dei diritti delle donne, era stato dedicato a Isabella Morra. Anche Dacia Maraini ha scritto, in quel periodo, un’opera teatrale dedicata alla giovane poetessa lucana. Isabella nacque a Valsinni, che all’epoca si chiamava Favale, intorno al 1520. Fu educata dal padre all’arte e alla poesia. Quando il padre fu costretto a emigrare prima a Roma e poi a Parigi,  Isabella rimase a Favale con la madre e i suoi fratelli, coi quali, però, non aveva un buon rapporto. Infatti la rinchiusero nel Castello dove lei si dedicò a scrivere poesie per alleviare la sua solitudine. Dal castello Isabella ebbe la possibilità di intrattenere un rapporto di corrispondenza con un poeta spagnolo,  Diego Sandoval De Castro, che era Barone di un paese vicino, all’epoca Bollita, oggi Nova Siri. E che, forse, aveva conosciuto già in precedenza. Se questo rapporto fosse di natura sentimentale o solo una amicizia, ancora oggi rimane un mistero. Ma quando i fratelli di Isabella scoprirono tutto questo, uccisero la loro sorella, uccisero l’uomo con il quale intratteneva il rapporto di corrispondenza e anche la persona che si era prestata da intermediario a questa relazione epistolare.

Per questo Isabella è diventata, fin da subito, emblema della lotta per i diritti delle donne. Ed è per questo motivo che, in occasione dell’Otto Marzo 2019, l’associazione dei Lucani di Pisa, la Lu.Pi., ha organizzato una serata nella sala convegni della Stazione Leopolda (in  via Francesco da Buti a Pisa alle ore 17,30) dedicata a “Isabella Morra: la donna, la poetessa”. Interveranno il presidente della Associazione Lu.Pi. Michele Molino,  lo storico e poeta Michele Battaglini,  il proprietario del Castello di Valsinni Vincenzo  Rinaldi, e le letture di alcuni brani di Isabella Morra recitati da  Nadia Chiaverini. Modera Rosa Danza.

A Vincenzo Rinaldi, che abita con la sua famiglia nel luogo dove si è sviluppata la storia e la tragedia della poetessa lucana, chiediamo: com’è diventato proprietario del Castello di Valsinni?

All’inizio del Nocevento, intorno al 1907, fu pubblicato un libro di Angelo De Gubernatis, con l’opera e le poesie di Isabella. Nello stesso periodo due medici, amanti delle lettere, Giuseppe Melidoro e poi Domenico Guarino,  cominciarono a diffondere la figura della poetessa. Così a Valsinni è risorto l’interesse per  Isabella. Questo suscitò una serie di iniziative che portarono molti anni dopo, nel 1928 alla visita che Benedetto Croce fece in paese. La definì femminista ante litteram. Mio nonno abitava proprio davanti ai ruderi del Castello, quando i proprietari di allora, i Sanseverino, misero in vendita quel che restava del Castello, mio nonno fu catturato dalla notorietà che aveva acquistato in paese la poetessa e volendo acquistare qualcosa da dare in dono al secondo figlio che era mio padre, perché al primo spettava la casa di famiglia,  decise di comprare questo rudere. Ci riuscì con non poca fatica. All’inizio erano tutti disinteressati, ma quando lui avanzò una proposta, sorse una bella competizione in paese, al rialzo sul prezzo. Lui che aveva dei risparmi, perché per un periodo era stato a fare l’ufficiale postale a New York, aveva questa disponibilità e destinò l’acquisto di questo rudere, in prospettiva, a mio padre che allora aveva 14 anni, affinché potesse farci la sua casa. Ed è quello  che è avvenuto.

Quindi ci ha abitato già suo padre?

Nel 1940 quando mio padre tornò dalla Spagna decise di restare a Valsinni, decise di fare un’operazione di riuso del Castello che la mia  famiglia si è trovata ad avere fin dal luglio del 1921, novantotto anni fa. Siamo proprietari  di questo immobile perchè mio nonno ebbe questa idea e mio padre ha continuato lo stesso percorso.

Suo nonno era un illuminato…

Mio nonno era tra le poche persone istruite in paese all’epoca. Suo padre aveva studiato Giurisprudenza a Napoli, e fu preso dal fervore per Isabella Morra, incentivato dai  medici Melidoro e Giarino. Quando nel 1928 Benedetto Croce venne a Valsinni, lui in qualità di proprietario di questo rudere fu tra le persone  che lo ricevette e stette a cena con lui in quei giorni di Novembre.

Chi è il visitatore tipo che arriva a Valsinni conoscendo la storia di Isabella?

Io sono nati lì nel 1948 ho visto l’inizio di questa storia. Nei primi anni dal Cinquanta fino all’inizio degli anni Settanta, arrivavano studiosi di Isabella Morra che volevano conoscere  il posto dov’era vissuto. Nel 1975 c’è stato il primo convegno internazionale dedicato alla figura della poetessa e c’è stato un maggiore afflusso di visitatori, fino a quando, nel 1999 si è realizzato il Parco Letterario. Mio padre è morto giovane, io nel 1976 ho cominciato a lavorare e mi sono dedicato a risistemare il Castello, nel 1981 ho riallestito una sala, la prima, com’era in origine e ho promosso una serie di eventi e di iniziative. Quello è il  momento in cui muove i primi passi il Parco letterario: abbiamo chiamato persone interessate alla poesia, alla figura di Isabella Morra. Già nel 1981 abbiamo fatto la prima mostra: “pittrici nel castello di Isabella Morra”, la notizia ebbe risalto nazionale. L’attività è stata poi consacrata dalla creazione del Parco Letterario, che nasce da una idea di Stanislao Nievo, pronipote di Ippolito, che nella sua tenuta di Fratta tenne una rievocazione di un’opera letteraria unita all’ambiente. E per la prima volta nel Sud, seconda in Italia, una iniziativa simile è stata creata anche a Valsinni. Da allora si sono interessate anche le associazioni, soprattutto quelle femminili, perché Isabella è sempre stata vostra come una antesignana del femminismo, il primo caso noto di femminicidio della storia. Attualmente abbiamo  un turismo scolastico a primavera, in autunno vengono soprattutto le associazioni e, in estate, i turisti che scelgono la costa ionica per le vacanze estive: tra Metaponto e Nova Siri, che vanno alla scoperta dell’entroterra e arrivano a Valsinni facilmente perché il paese è ben collegato alla costa.

Grazie alla figura di Isabella si è creato anche un indotto?

Un piccolo indotto. Il parco ha contribuito a questo; c’è un percorso culturale che si snoda per il paese. Così Valsinni ha imboccato la strada del turismo culturale. Io, ad esempio, il Castello lo tengo sempre aperto. C’è una persona che guida i visitatori. Un signore che è diventato anche un personaggio. Abbiamo avuto notizia proprio in questi giorni che uno scrittore americano è venuto a visitare il Castello e adesso sta scrivendo un romanzo ambientato  proprio nel nostro paese e, tra i personaggi, ha inserito anche la persona che porta in giro i turisti. Anche questo rende interessante la visita.

Tutte le guide parlano del fantasma di Isabella Morra: l’ha mai visto?

Sono nato nel Castello, ma a dieci anni ero già a Matera per studi poi a Bari. Quando ho  cominciato a lavorare sono stato in Sicilia e a Potenza. Rientravo solo nel fine settimana. Ora che sono andato in pensione ho lasciato Potenza  e abito qui. Forse non abbiamo gli stessi orari…

Quant’è attuale la figura di Isabella Morra?

Come donna è molto attuale. Isabella Morra è sempre stata ricordata nel corso dei secoli ma il Colletivo Romano che lottava per i diritti delle donne si dette il nome di Isabella Morra,  Dacia Maraini ha scritto una piece teatrale, negli anni Settanta uno scrittore francesce  André Pieyre de Mandiargues scrisse una piece teatrale. E’ molto attuale,  sempre più Isabella appare come una figura di rilievo nelle battaglie per la conquista di diritti femminili. A settembre sono stato invitato in Germania dove una intellettuale lucana organizza un festival della poesia a Francoforte che quest’anno sarà dedicato a Isabella Morra. Tutto questo la rende attuale. Anche la fine che ha fatto , purtroppo, è molto attuale.

1 COMMENTO

  1. ISABELLA …IL SOGNO

    Notte di piena estate
    solitario m’incammino
    sotto cieli di storia
    per le vie della tua Favale,
    O Isabella!
    Nel mio andare…silente,
    l’emozione pervade il mio cuore
    per cotanta melodia
    che accompagna l’anima mia.
    Nel mentre,
    dolce è il risvegliar
    del mio afflato dormiente,
    in queste mura pregnanti
    di storia e di memoria.
    A valle,
    il torbido Sinni racconta
    ballate di antichi canti:
    dolore, passione e lamento,
    messaggi disperati
    affidati alle inquiete onde
    portati via verso il mare.
    Nella speme, sospinto nel vento
    il riecheggiar verso lontani orizzonti
    del canto accorato per il padre adorato.
    O Isabella,
    solitudine e disperato amore
    erodevano il tuo cuore
    e nel mentre
    all’occaso volgeva il sole,
    come sempre dal castello tuo
    lo sguardo posavi sul Sinni amato,
    estrema fuga nel sogno sospirato.
    Sofferto e breve il tuo volo,
    candida farfalla,
    le ali ti recisero
    per non farti più volare.
    Muta,
    respira la tua poesia
    nell’anelito di libertà
    e nell’incedere del tempo
    la tua anima in continuo volo
    tra quei boschi, dirupi e grotte,
    libera è ormai di volteggiar,
    verso l’assunto della verità estrema.

    Antonio Bicchierri
    E’ possibile partecipare a Francoforte o a qualsiasi concorso su Isabella Morra? – Grazie

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