C’è l’incontro tra due mondi che,in un certo senso, sono sempre stati in simbiosi. Un connubio tra l’innovazione e la tradizione. Ma soprattutto c’è l’amore per due terre che “popolano” la vita e l’anima di Antonio Cammarota.

Lucano di Satriano , Antonio ha girato in lungo e largo per il mondo per poi fermarsi in Svizzera. Ed è qui che ha ideato il Cioccocrusco, un cioccolato che ha il guscio elvetico e l’anima lucana. L’incontro tra due eccellenze. Di cosa si tratta? Di una tavoletta di cioccolato fondenteche è completamente lavorata in maniera artigianale, che fonde il peperone crusco di Senise, l’oro rosso di Basilicata con il cioccolato svizzero di grande qualità “Un modo per celebrare, in una unione, la terra in cui sono nato e quella che mi ospita”, spiega Antonio Cammarota che, per la realizzazione del Cioccocrusco si avvale della prestigiosa collaborazione di Willi Schmutz, uno dei cioccolatieri più prestigiosi della Svizzera. Una contaminazione, che – senza scomodare l’antropologia – ha radici che affondano nel tempo (basti pensare al massiccio movimento migratorio che c’è stato tra la Basilicata e la Svizzera negli anni Sessanta) ma che guarda soprattutto al futuro: “Originale, intenso e profumato. E anche molto saporito”, ha sottolineato lo chef Luigi Destino. “Il retrogusto amaro del peperone esalta la qualità del cioccolato”, è il giudizio di un’altra chef, Enza Crucinio. E Giuseppe Misuriello, chef stellato lucano alla guida della cucina nella Locanda Severino, ha preparato il baccalà in tempura con rafano e maggiorana su fondo di Cioccocrusco fuso a bassa temperatura. Insomma un’esperienza che coinvolge tutti i sensi, a cominciare dal packaging. Un prodotto che ha già catturato i palati e il cuore di decine di addetti ai lavori e che di recente è stato invitato alla rassegna milanese di Best wine star, dove sono stati sperimentati anche molti abbinamenti tra Cioccocrusco e il vino.

Come nasce l’idea di Cioccocrusco?

Giro il mondo da 18 anni, per una serie di motivi mi sono fermato in Svizzera dove mi occupo di vendita di prodotti per pasticcerie, gelaterie, cioccolaterie. E’ in questo modo che ho avuto la possibilità di conoscere questo maestro cioccolataio svizzero che quest’anno, per il terzo di fila, è il miglior cioccolatiere svizzero e nel 2015 era stato eletto tra i migliori al mondo. Tra noi è nato un ottimo rapporto, abbiamo le stesse vedute su molti aspetti della vita. Andando spesso da lui mi capitò di assaggiare un cioccolatino alle olive, buonissimo… Pensai,visto che sono legato alla mia terra, di creare un ponte tra Basilicata e Svizzera.

Ed è nato il binomio tra cioccolato e peperone crusco.

Si, ma attenzione, ci tengo a dire che non è un prodotto, Cioccocrusco è una storia: l’idea di creare un legame che desse qualcosa alla terra che mi ospita e qualcosa alla mia terra di origine, unendo queste due tradizioni.

E’ stato facile realizzare l’idea?

Ci abbiamo messo tanto amore e tanta passione. E di questo mi sento di ringraziare tutti coloro che collaborano con me alla realizzazione e lla diffusione di Cioccocrusco. E poi io ero spinto dal fatto che così sarei andato anche più spesso al mio paese: dovreste vederlo, è una pinacoteca a cielo aperto, uno dei trenta borghi più belli d’Italia. Abbiamo fatto dei test per un anno:dovevamo non far perdere di croccantezza il peperone crusco una volta unito al cioccolato. Non è stato semplice. Ma il risultato è sorprendente: il peperone è croccante, il cioccolato di pregio. Lavoriamo con delle fave pregiatissime del Madagascar. Il maestro va personalmente a scegliere il cacao di qualità. C’è voluto un bel po’ di tempo e poi una serie di circostanze ci hanno permesso di lanciare Cioccocrusco in concomitanza con Matera 2019.

E’ un prodotto artigianale.

Tutto il processo lavorativo avviene a mano: dal taglio del peperone crusco, all’amalgama col cioccolato fuso a una determinata temperatura che permette di non perdere croccantezza, vengono riempite a mano anche le forme, prima di passare alla fase dell’essiccazione.

Anche il packaging è particolare.

Si apre a libro e all’interno c’è una pergamena che riporta la storia, la filosofia e gli ingredienti (in italiano, inglese e tedesco).La nostra filosofia? Fare un solo prodotto ma fatto bene. L’astuccio che contiene la barretta viene incollato a mano. E’ un’altra sfida che abbiamo affrontato: abbiamo creato un sigillo che non è di cera, come si faceva in passato ma si tratta di una linguetta incastrata che crea il sigillo. Quando si tenta di aprire la confezione si sfalda, lacera il resto dell’involucro. E’ una garanzia per l’integrità della tavoletta.

C’è un sito web che racconta la vostra storia

Sì, ma non solo: ci sono video che raccontano come avviene la lavorazione, articoli di chef stellati ed esperti di enogastronomia, sommelier che raccontano come può essere utilizzato il Cioccocrusco, a casa o quando si va al ristorante. E ovviamente c’è lo spazio di shop on line (www.cioccocrusco.com), gli indirizzi dove poter trovare il Cioccocrusco e i ristoranti che hanno scelto di utilizzarlo.

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