Le radici sono le stesse di un albero. Un albero messo in rima da Leonardo Sinisgalli. Un albero come quelli che, a ogni maggio, Accettura celebra con una festa. La Festa. Nasce così il concorso letterario “L’albero di rose” che, quest’anno, ha appena festeggiato la sua quarta edizione, con una cerimonia che si è tenuta nella bella sala del cinema De Luca, dove era stata allestita una mostra di incisioni di Luigi Guerricchio accanto a poesie  di Leonardo Sinisgalli.

Nasce da un’idea dell’amministrazione comunale, oggi guidata dal sindaco Alfonso Vespe, (a sinistra nella foto sotto il titolo) che con questo evento vuole valorizzare la Festa di Maggio anche in altri periodi dell’anno. “Il concorso letterario nasce in suo onore, per creare un evento culturale che ricordasse la festa anche in altri momenti dell’anno. Un modo per allargare le prospettive _ spiega Maria Grazia Trivigno, la segretaria del premio – per far conoscere il nostro paese, le nostre tradizioni in tutta Italia”.

Ed è proprio dall’albero che tutto si muove: i versi della poesia di Leonardo Sinisgalli danno il titolo all’iniziativa che trova subito anche la collaborazione della Fondazione culturale che porta il nome del poeta-ingegnere lucano.

“L’albero di rose di Sinisgalli _ prosegue  Trivigno _ è una raccolta di poesie lucane che Sinisgalli aveva tradotto. E che richiamano anche alla Festa di maggio. Un mazzo di rose viene bloccato in cima all’albero che dev’essere scalato. E’ il premio che ricevono coloro che arrivano in cima.

E nel’edizione di quest’anno, non a caso, una menzione speciale è stata assegnata a una poesia dedicata a  Giuliano Mariano, Zizilone, un personaggio quasi epico, legato alla cerimonia della Festa di Maggio di Acettura.

Tre le sezioni in cui erano stati divisi i lavori – oltre quattrocento – arrivati da ogni parte d’Italia e anche dall’estero: la prima (poesia inedita) ispirata ai temi, alternativi tra loro, della Festa del Maggio, dei culti arborei e del rapporto tra l’uomo e l’albero; la seconda  – Poesia inedita ispirata ai temi di Sinisgalli antropologo e la terza che riguarda le poesie edite.

I lavori sono stati giudicati da una eccellente giuria (al centro nella foto sotto il titolo) composta da  Giorgio Linguaglossa, poeta e critico letterario,  Anna Maria Curci, poetessa e traduttrice,  Luciano Nota, poeta e docente, – Fjodor Montemurro, professore di lettere classiche, in rappresentanza della Società Dante Alighieri (Comitato di Matera),  Antonella Pellettieri, dirigente del CNR, in qualità di membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Leonardo Sinisgalli,  Nicola Coccia, giornalista e scrittore,  Stanislao De Marsanich, presidente dei Parchi Letterari Italiani.

I vincitori.

 

Sezione I – Poesia inedita ispirata ai temi, alternativi tra loro, della Festa del Maggio, dei culti arborei e del rapporto tra l’uomo e l’albero.

Primo classificato: Cosa rimase dopo gli alberi se gli alberi di Silvia Secco

Secondo classificato: Tre haiku di Paolo Ottaviani

Terzo classificato: Dendron  di Anna Chiara Peduzzi    

Menzione speciale: Il figlio di Maia, di Giuseppe D’Avenia D’Andrea.

Sezione II “Leonardo Sinisgalli” – Poesia inedita ispirata ai temi di Sinisgalli antropologo: la poesia che scaturisce dall’urto con gli oggetti, simboli di culti primordiali; la mitologia domestica, la mitologia del luogo grezzo e sobrio. È nel luogo che meglio si leggono “le formule semplicissime che regolano il mondo”.

Primo classificato: Il giglio di mare di Bruno Di Pietro

Secondo classificato: Dimensioni, molte di Giuseppe Alfonso

Terzo classificato: Sarà servito a qualcosa di Angela Caccia

Sezione III – Poesia edita

Primo classificato: Viola NorimbergaLetizia Leone

Secondo classificato: Le parti del gridoLorenzo Chiuchiù

Terzo Classificato: DireFabio Michieli

Una menzione d’onore è andata a tutti gli Autori che facevano parte della cinquina dei finalisti e non rientrati nella terna dei vincitori.

 

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