Luigi Grafigna ed il suo amico Antonio sono due giovani immigrati italiani che  arrivano a Buenos Aires  dall’Italia, paese  che non  poteva dare piú loro da vivere. Dopo aver vissuto per un po’ di tempo a Buenos Aires viaggiano alla provincia di Mendoza. Lì tutti e due cominciano a lavorare sotto i raggi del sole, cercando di realizzare il loro sogno: avere una grande vigna come avevano in Toscana. L’amico non si trova bene  e torna in Italia; Luigi invece va avanti nel suo intento e diventa padrone della vigna. Col tempo si sposa e  ha un figlio. Qualche tempo dopo arriva a Mendoza una ragazza del suo paese e comincia tra loro una storia d’amore, appassionata. Non tutto é facile, ci sono momenti difficili tra i protagonisti.
Una storia tragica, ma piena di speranza li attende. Specialmente per Luca, il figlio di Luigi. Un’avventura piena di coraggio, passione, ideali, amicizia e l’amore avvolge ai protagonisti.

Ogni pagina sarà un punto di riferimento per cercare il “Segreto del Inmigrante”, un appasionante romanzo dove l’amore, i valori ed il costume italiani saranno sempre presente nel cuore e nella vita dei protagonisti costretti a stare lontani dal paese dove sono nati.

E’ questo, in sintesi, il contenuto del libro di Rosana Spagna, scrittrice argentina.

Rosana è professoressa di Lingua, Cultura e Letteratura Italiana e Civiltà Italiana in Argentina. E’ figlia di Giovanna Spagna e nipote di Donato Guerriero e Maria Rosa Cocchiararo, nati a Carbone, paese della Basilicata.   Rosana è cresciuta in una famiglia italiana arrivata nel 1952 in Argentina, ultima ondata di immigrati italiani, carichi di storie e in fuga dalle conseguenze della Seconda Guerra Mondiale.

Le sue radici in terra d’Argentina hanno germinato: Rosanna  ha cominciato a lavorare come Professoressa al Liceo ed all’Università di Buenos Aires. E, contemporaneamente si é dedicata a scrivere: “Il linguaggio Contrastivo umoristico tra l’Argentina e L’Italia” al VII Congresso di Lingue e Letteratura A.D.I.L.L.I.

Nel 2007 ha pubblicato diversi racconti, tra cui: “Addio a un immigrate” e “Ritratto accattivante” nella rivista “Eco in tutta la città”, dichiarata di interesse culturale dalla Legislatura della Città di Buenos Aires.  É autrice del libro: “La Letteratura Italiana ed i suoi Riferimenti Storici”. Buenos Aires, 2012. (E-Book), con Activity Book, rivolto a Lettere – Livello Universitario.
Nel 2014 ebbe l’incarico del Governo della Città di Buenos Aires per scrivere: “Strutture comparativi: Italiano – Spagnolo – Modulo I e II”- per il livello medio.
Il suo primo romanzo “Amores on line” é stato pubblicato nel 2015 e nel 2017 è stato dato alle stampe “Il Segreto di un Immigrante”,  che di recente ha ricevuto anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella nella sua visita in Argentina, lo scorso maggio  2017.

 A Rosana Spagna chiediamo: quanto interesse c’è in Argentina per la lingua e la cultura italiana?

Se parliamo di lingua italiana in Argentina, si deve sapere che c’è un accordo siglato tra Italia e  Argentina per i bambini dalla scuola materna, elementare ed il liceo. Riceviamo dall’Italia materiale  che ci aiuta a trasmettere lingua e cultura italiana. Gli alunni argentini scelgono di  imparare l’italiano, inglese e francese. Tempo fa quando domandavo in aula chi erano figli di immigranti italiani, la metà alzava la mano, ora sono in pochi, e non conoscono le origini dei loro antenati. Oggi in Argentina c’é una nuova corrente di immigranti, vengono dal Centro America. Ma non c’è la stessa integrazione di un tempo: la colonna vertebrale dell’Argentina é stata creata dagli immigranti europei e quindi sebbene gli alunni non sanno da dove fossero i loro nonni c’é la genética che li sostiene.  Poi ci sono delle istituzioni in Argentina come la Dante Alighieri, l’Istituto di Cultura Italiana, Centri di tutte le regioni d’Italia, dove si studia italiano. Sottolineo  quanto sia importante studiare in queste associazioni, perché ci sono i veri figli e i nipoti d’immigranti: c’é il cuore che porta a studiare la Lingua Italiana. Quest’anno alla Fiera del Libro, a Buenos Aires, abbiamo avuto il grande onore di avere con noi Alessandro Baricco. Io c’ero, c’erano milleduecento persone ad ascoltarlo: una bella sorpresa.

 Quanto c’è di “italiano” nella vita degli argentini di oggi?

Non é facile dire “quanto”, tutto dipende dal lavoro che hanno fatto i nonni e delle impronte che hanno lasciato ai loro nipoti. Gli alunni a lezione delle volte raccontano dei cibi che i nonni cucinavano. Anni fa io facevo la salsa di pomodoro ed il salame, come si faceva un tempo. Ma ora che lavoriamo tanto non c’é tempo, ma a Natale, Pasqua e Capodanno facciamo i dolcetti del paese, perché li abbiamo nel nostro cuore. Ci sono delle città come Mar del Plata, ci vivono i pescatori: li ci sono tante comunità italiane, soprattutto del sud, tutti gli anni fanno una grande festa dove la tarantella ed il cibo italiano non mancano. C’è sempre  uno degli anziani che canta e suona l’armonica come faceva nel suo paese. É bello!  “Argentina festeggia Italia”, una volta all’anno nel pieno cuore della cittá: lì ci riuniamo tutti, con la musica, la cucina, l’arte e il  ballo. E’ veramente un giorno di festa!

Che rapporto ha lei con l’Italia?

Ho un fortissimo rapporto, viene dall’infanzia. Ricordo quando ero una bambina, le lettere che arrivavano dal paese, il pacco con il salame, l’olio, l’origano, i fichi secchi, i peperoni seccati al sole e i confetti che mandavano le zie dall’Italia. A casa mia parlavano il dialetto perché era il legame con la loro terra. Mia madre mi diceva spesso: “Io sono stata strappata dal paese”. Queste parole sono arrivati al mio cuore. Da bambina ho studiato l’italiano alla Dante, durante 8 anni, poi ho avuto una borsa di studio e sono andata in Italia per due mesi; ho avuto il regalo di conoscere le mie radici. Ho sentito un forte senso di appartenenza. É difficile, questo, oggi  per i figli d’italiani.  A vent’anni giá insegnavo alla Dante, ero ancora molto giovane e ho continuato a studiare per tutta la vita, e quello che ho imparato lo trasmetto ai miei alunni tutti i giorni. Lavoro 60 ore a settimana e ho 8 corsi: oltre la lingua insegno Cultura, Costume e Società attuale.  Ho i miei cugini in Italia, e tutti i giorni parliamo e ci salutiamo, ora con  skype non c’é più distanza.

E che rapporto ha con Carbone, il paese di origine della sua famiglia?

Con Carbone ho un rapporto strettissimo, li vivono i cugini della mamma, li ho conosciuti quando sono stata in Italia. E’ bello, quando si arriva a Carbone: ricordo  mio nonno camminare per le strade di ciottoli. Il centro di Carbone si conserva come un tempo: tutto è identico a quando ci sono stata per prima volta a 20 anni. É meraviglioso. Peccato che non ci sono più alcune persone: ricordo Billy Iorio, era sindaco allora. E don Aldo, il parroco.

 Chi sono i lettori-tipo dei suoi racconti e dei romanzi che parlano dell’immigrazione?

Quando ho pubblicato sulle rete social il mio racconto mi si sono avvicinati diversi gruppi: Hijos de italianos todos, maestri del mestiere, e altri. Tutti figli e nipoti d’italiani. Anche i miei alunni e gli insegnanti ed amici, che sono tanti. Io lavoro in 4 scuole e all’Universitá e da anni insegno Italiano e Letteratura Italiana. Il mio romanzo tutti lo hanno letto subito. E’ piaciuto, ora lo comprano per regalare agli amici. Cerco di puntare al pubblico generale, ma non é facile, nemmeno sarà impossibile: lavorerò su questo punto.  Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella mi ha ringraziato tanto per il fatto che abbia pensato agli immigranti, perché tra gli scopi del  suo viaggio c’era anche quello di vedere come vivono e  cosa fanno gli italiani che vivono qui.

Quanto è attuale oggi il “legame” tra Italia e Argentina?

É una domanda molto difficile da rispondere, perché gli anziani sono giá partiti per il cammino del non ritorno. I figli si sono adattati all’Argentina, vanno in Italia come turisti, e la terza generazione non é come la prima, si dimenticano tante cose, comunque la cultura italiana é cosi importante che oltre tutto resta l’impronta. C’é gente che ama l’Italia e la sua lingua, trovi persone che gli piace l’italiano anche se non hanno parenti italiani, forse perché piace un autore, un libro, un film, una pittura, una scultura, arte in genere, costume,  società  e soprattutto la Storia Italiana. Penso che sia importante mantenere l’accordo che esiste tra i governi per germinare dalla scuola l’amore per la Lingua Italiana.

 

Per approfondire:

Sugli italiani che vivono in Argentina il cantautore Ivano Fossati, alcuni anni fa ha composto una struggente canzone (il video: https://youtu.be/Hf2UqTR9lbE)

e ne ha anche spiegato il significato in un articolo, a sua firma, ospitato dal sito web del portale della cultura italiana all’estero (http://www.italicon.it/it/index.asp?codpage=dossier_07)

 

 

 

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