Il tango? E’ un pensiero triste che si balla. La definizione è di Enrique Santos Discepolo, musicista e compositore argentino del secolo scorso. Una musica che porta dentro passione e lamento. Ma anche riscatto. Questa è la descrizione che ne fa la dottoressa Maria Albano, commissaria regionale per le pari opportunità uomo-donna in Basilicata, una laurea in scienze religiose e scrittrice. “Sa che nel tango le figure che si eseguono vengono divise a metà, tra uomo e donna? Ma la figura più importante, quella dell’ocho, la esegue la donna”. A me piace il tango perché rappresenta proprio la società che vorrei, per cui mi batto: con uguaglianza e parità. Vorrei che uomini e donne camminassero insieme per condividere un progetto comune. Senza antagonismi.”

Il tango, la passione per le lingue di Maria Albano (“ho studiato spagnolo e inglese all’Orientale”) e il suo ruolo nella commissione pari opportunità, le hanno fatto conoscere, pochi anni fa, la storia di una donna, lucana, che è stata la prima compositrice al mondo, di un tango. Una storia, quella di Rosita Melo, che è diventato un libro che Maria Albano ha scritto dopo anni di ricerche. E che ora sogna di vedere in tutte le case dei lucani. “Sa, l’ho pubblicato ma non lo vendo – racconta – lo regalo. Ne ho già donati un migliaio. Conto presto di fare altrettanto”.

Intanto, da grande affabulatrice, Maria Albano non perde occasione per raccontare agli altri questa storia. E in molti la invitano per sentirgliela raccontare.

Una storia, quella del libro su Rosita Melo che parte da Montevideo.

Era il 2013. Montevideo era capitale della cultura sudamericana. E io, come membro della commissione delle pari opportunità, fui incaricato dalla Regione Basilicata di partecipare al Forum. Lì conobbi Emilce, la figlia di Rosita. Sfoderai tutte le mie conoscenze di spagnolo, che non parlavo da decenni, e approfittai per chiedere ogni particolare sulla vita di Rosita. Poi, a Emilce feci una promessa: avrei divulgato la storia di sua mamma che è divenuta la prima donna compositrice di tango nel mondo, in un periodo storico in cui le donne non venivano considerate, soprattutto se artiste. Quello dell’arte era un ambiente molto maschilista.

Rosita ha composto musica che era giovanissima.

Il suo brano più famoso è il tango vals Desde El Alma. Era il 1911 quando l’ha composto. Aveva 14 anni. Il tango, è un pensiero triste, diceva Discepolo. E triste è la storia che c’è dietro questa composizione. E’ romantica, esterna tutto ciò che le viene dal profondo del cuore e dell’anima. Molto probabilmente Rosita aveva avuto in adolescenza un disguido con la mamma e attraverso questo brano le chiede perdono. Le parole di questo tango sono bellissime: tratta dell’amore più bello che ci possa essere, quello di una figlia verso la mamma che è un amore empatico, sacrale. Le chiede perdono se in qualche maniera l’ha offesa. Ma si sa, il cuore della mamma è un abisso in fondo al quale si trova sempre il perdono. Proprio per il tema che tratta è stato definito patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Non c’è orchestra o band che non l’abbia suonata. E’ un brano riscoperto che fa parte ancora del repertorio delle orchestre moderne.

Quello diventato più famoso è il primo tango composto da Rosita.

E’ uno dei più suggestivi nella storia del tango. Nonostante gli anni è un classico che ha attraversato tutto il mondo. Rosita ci ha impresso tutta la sua forza interiore. Era il suo primo brano. Poi ne ha composti tanti altri, ma è questo che l’ha resa celebre.

Quali sono le origini di Rosita Melo?

Si chiamava Rosa Clotilde Mele, era nata  a Montevideo il 9 luglio del 1897, da Michele Mele di Rionero e da Rosa Maria Luciana, una coppia partita per l’Uruguay, con il figlio Giovanni, da Rionero per sfuggire alla povertà della Basilicata. Quando Rosa aveva tre anni la famiglia Mele si trasferisce a Buenos Aires. Rosita mostra subito talento per la musica. Suona a orecchio il pianoforte. Così quando lei ha appena otto anni la iscrivono al Conservatorio Thibaud Piazzini dove, successivamente, riesce a diventare insegnante di pianoforte e di concerto. Il suo nome viene trasformato da Mele a Melo, un nome d’arte, e diventa famoso nel mondo. Il regista Homero Manzi nel 1848 volle quel brano che Rosita aveva composto a 14 anni, nel film “Pobre mi madre querida”, prima attrice della pellicola era Emma Gramatica.

Fu il cinema a rendere immortale quel tango?

Il regista chiese una cosa precisa: il testo avrebbe dovuto parlare dell’amore tra un uomo e una donna e non tra madre e figlia, come l’aveva concepita Rosita. Lei accettò, dettando una condizione: che il marito risultasse coautore dei testi. Rosita si era sposata, nel 1922, con Victor Piuma Velez, un impiegato ministeriale con l’animo dell’artista. La musica finì nel film. Nel 1993 è stata utilizzata per una coreografia intitolata “Vino fino tinto” nello spettacolo Momix in Regreso presentato al teatro Metropolitan di Buenos Aires. Rosita, per la sua attività artistica di musicista e compositrice  è stata insignita tra le 13 donne argentine piu influenti del XX secolo insieme ad Evita, Maria Luisa Bemberg ed altre donne protagoniste dell’emancipazione femminile in Argentina.

Cosa racconta Desde l’Alma?

In Desde l’Alma c’è la visione malinconica della vita, ma sempre appassionata. Il tema dell’anima ferita dà l’incipit alla canzone e ne segna in sottofondo le strofe. Rosita per amore dimentica l’amarezza e si appassiona ancora di più alla vita che va vissuta sempre appieno. E’ un brano bello, positivo che trasmette una visione della vita che va vissuta per tutti, soprattutto per i giovani.

Torniamo alla valenza sociale e politica del tango.

Il tango è il mio ballo preferito. E’ un ballo in cui i compiti si dividono a metà e la parte più importante la esegue la donna. Anche nella società per cui mi batto vorrei che uomini e donne camminassero insieme per condividere un progetto comune. Senza antagonismi, in modo che entrambi i generi potessero avere la piena rappresentanza, quella rappresentanza che aneliamo da secoli senza riuscire a ottenere. Dove siamo carenti? In politica. Una società non rappresentata egualmente da uomini e donne non può essere una società giusta. Vorrei più donne ai vertici, in politica, in tutti i posti di potere.

Che messaggio è quello di Rosita Melo per le donne e per i giovani di oggi?

Bisogna avere coraggio e perseguire i sogni e realizzarli. Anche io ho avuto dei sogni e li ho realizzati. Per questo mi batto per tutelare le donne più deboli e dire a queste donne di farsi avanti, di lottare: tutto quello che desiderano si può realizzare. Ci vuole solo tempo e tanta buona volontà.

Emilio Chiorazzo

IL VIDEODesde el alma: il tango di Rosita Melo

LE FOTO – Alcuni momenti della presentazione del libro “Desde el Alma” di Maria Albano: il 7 gennaio scorso a Salandra e il 16 dicembre al teatro Stabile di Potenza, in una iniziativa svolta con la Regione Basilicata alla quale hanno presenziato numerosi studenti delle scuole superiori. Era presente la giornalista del Tg1 Rai Tiziana Ferrario

 

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