Mariele Ventre

La musica per educare. Era questa la filosofia di Mariele Ventre, quella piccola signorina, dimessa,  che dal 1961 a pochi giorni prima di morire (il 16 dicembre 1995) ha diretto il Piccolo Coro dell’Antoniano protagonista principale dello Zecchino d’Oro. Aveva 56 anni e venti giorni prima aveva diretto il Coro nell’edizione dello Zecchino, trasmessa in televisione. Ce la ricordiamo così, minuta, sempre inquadrata di schiena. Al padre che ogni tanto le chiedeva perché la riprendessero sempre di nuca, era solita rispondere “Non sono mica io la star, papà”.

Una scena della fiction Rai “I ragazzi dello Zecchino d’Oro”

E così la racconta la fiction “I ragazzi dello Zecchino d’Oro” , una produzione Rai Fiction e Compagnia Leone (in onda su Raiuno il 23 novembre), diretta da Ambrogio Lo Giudice che è stato, per sei anni, un bambino di quel coro. Quel bambino, che era arrivato dal Sud a Bologna negli anni del boom dell’emigrazione interna, è stato testimone della nascita del progetto educativo e pedagogico che era alla base dell’attività di Mariele Ventre. Un percorso che ha lasciato il segno fin da subito: Mariele riceveva decine di lettere al giorno, rispondeva a tutti. L’avventura del Piccolo Coro gliel’aveva proposta padre Bernardo Rossi, proprio nel momento in cui, giovanissima diplomata di pianoforte al conservatorio Verdi di Milano, stava per intraprendere la carriera da concertista. Accettò per rispondere al richiamo delle sue più grandi passioni: la musica e i bambini. E perché credeva nella valenza del suo progetto, la musica come strumento educativo.

Mariele era una donna semplice, ma solida e risoluta. Determinata. Aveva – lo sottolinea  la sorella Maria Antonietta – il carattere sei lucani. Perché lucane erano le sue radici:  sua madre Maria era di Sasso di Castalda, il padre Livio di Marsiconuovo.

Fu proprio il padre Livio, due anni dopo la scomparsa di Mariele, a volere una Fondazione che tenesse vivi i principi che avevano caratterizzato la vita della figlia. Oggi è la figlia Maria Antonietta a presiederla, mentre Cecilia, figlia di Michele, altro fratello di Mariele, è la vicepresidente.

“Il legame con la Basilicata era molto stretto _ racconta Maria Antonietta Ventre _  I miei genitori erano lucani. Mamma quando parlava di Sasso di Castalda  diceva che all’epoca aveva mille anime, compreso le galline. Oggi è  un meraviglioso paese famoso per il “Ponte della Luna” e per Rocco Petrone. Mi dicono che è invaso dal turismo, per questo. Sasso è un paese panoramicamente molto bello. Di recente il Comune ha dedicato una sala a Mariele: viene adibita a  convegni e incontri culturali. L’altro paese, quello di mio papà è poco distante, Marsiconuovo, che è più grande. All’ingresso dell’abitato, provenendo da Brienza c’è una bellissima statua di Mariele che accoglie chi arriva a Marsiconuovo. E’ messa in una posizione molto bella, guarda dall’alto tutta la vallata. Le radici sono sempre state vive, Mariele se ne vantava.

Com’era Mariele nella vita di ogni giorno?

Era determinata, particolarmente decisa e paladina delle sue ragioni. Era come sono i lucani, avere la durezza in senso positivo. Mariele, come i miei genitori, era intransigente con se stessa, con tanta forza d’animo e con tanta voglia di far sentire le proprie ragioni quando riteneva che fossero giuste.

La fiction della Rai cosa racconta di Mariele?

Matilda De Angelis in una scena della fiction Rai ” I ragazzi dello Zecchino d’Oro”

La fiction è la storia biografica del regista Ambrogio Lo Giudice. E’ un ex bambino di Mariele. E’ un bambino che per svariati anni ha cantato nel Piccolo coro diretto da Mariele e racconta cos’è stato per lui questo periodo. Figlio di siciliani, emigrato da Taormina a Bologna, negli anni Sessanta, Ambrogio era un bambino difficile. Lui stesso ha raccontato che a parte la dislessia, era violento, picchiava tutti. Ha picchiato anche il suo capoclasse perché gli stava antipatico, era puntuale, preciso, il più bravo, troppo diverso da lui. La mamma venne chiamata dall’insegnante la quale le disse che tra i tanti difetti il bambino aveva un grande pregio: sapeva cantare. E suggerì di portarlo all’Antoniano dove stavano facendo una selezione per una trasmissione che stava nascendo allora. Lo portò e lì Ambrogio incontrò Mariele. La descrive piccola, minuta (“più bassa di mia madre che non era certo alta”). Quella donna con gentilezza gli chiese il nome e poi lo spinse a cantare. Lui andò nel panico, perché era stato portato lì dalla mamma. (“Avrei potuto cantare una canzone di Buscaglione, Che Bambola, che cantavo sempre quando andavo dal salumiere a comprare la mortadella, per  averne un pezzettino in più da mangiare subito. Non mi venne. E cantai Bandiera Gialla”, racconta il regista). Mariele si meravigliò, ma divertita disse: proviamo. Quel bambino cominciò a cantare e quella donna minuta le andò dietro con i suoi accordi al pianoforte. Fu così che cambiò la sua vita di bambino difficile.

I bambini di Mariele sono rimasti tali anche da grandi?

Sì, di molti ho ancora i contatti, perché Mariele li ha sempre conservati. E la Fondazione è nata per tenere vivi quei principi che Mariele aveva ed ha trasferito a questi ragazzi.

Cosa fa la Fondazione?

E’ nata per volontà di mio padre Livio ed stata creata per continuare a spargere il  messaggio di Mariele che era un messaggio essenzialmente educativo. Considerava la musica uno strumento di educazione alla vita, soprattutto la musica e il coro. Chi canta in coro impara a stare in mezzo agli altri, a rispettarli, a non dargli gli spintoni, a non cantare più forte degli altri per eccellere. L’intento di Mariele era quello educativo. La cosa è stata ufficialmente riconosciuta dal Miur, il Ministero dell’istruzione, Università e ricerca, con il quale la Fondazione ha firmato un protocollo d’intessa.

Quali attività svolge la Fondazione?

Mariele Ventre dirige alcuni bambini del Coro

Questo protocollo riconosce il repertorio del Piccolo coro diretto da Mariele uno strumento per combattere la dispersione scolastica.  Lavoriamo molto con le scuole. Portiamo avanti il progetto  “Sulle note di Mariele”,  che agisce nei confronti degli insegnanti, sulla loro formazione. Li prepariamo e le loro classi diventano cori. La musica è una parte importante della vita dei bambini. Facciamo laboratori di canto corale. E poi c’è una giornata conclusiva nella quale i cori creati nelle classi di esibiscono. Una rassegna scolastica finale. Due anni fa  si è tenuta a Marsiconuovo, in Basilicata. C’era la piazza del paese stracolma di gente. Lo scorso anno  a Bologna. Ma contiamo di coinvolgere anche qualche località del Nord.

Quando ha visto la prima volta la fiction della Rai quali sensazioni ha provato?

Mariele Ventre con Cino Tortorella/Mago Zurlì

Quelle di un ex bambino che ha vissuto con Mariele e che ha tenuto per sempre nel suo cuore quella donna che le ha cambiato il corso della vita. L’attrice Matilda De Angelis è bravissima. Grazie al cielo non ha fatto un clone. Certo, c’è il trucco che l’ha aiutata a somigliarle e che è servito a descrivere come si presentava davanti ai bambini. Quelli erano i suoi tratti, la prima cosa  che i bambini vedevano, incontrandola. Sono contenta di come  è stato realizzato il tutto. Confesso che non sono mai stata preoccupata, perché conosco Ambrogio e non poteva tradire se stesso né tanto meno Mariele.

 

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