I colori della  pace nell’arte per non dimenticare l’Olocausto

Domenica 26 gennaio 2020 a Rivello, in occasione della giornata della Shoah (la celebrazione internazionale è per il 27 gennaio), la Pro Loco, l’amministrazione comunale e il salotto Donata Doni di Lagonegro, hanno organizzato una giornata dedicata alla Pace attraverso l’arte in tutte le sue forme.

Per non dimenticare il passato e promuovere la Pace è l’obiettivo della manifestazione artistica  organizzata  Rivello che ha inizio nel primo pomeriggio con la marcia della coperta della pace coordinata da tutte le signore del  lagonegrese e della Basilicata che hanno realizzato dalla primavera scorsa mattonella su mattonella una lunghissima e coloratissima coperta che rappresenta la condivisione e l’unione tra la gente. Seguirà l’apertura della mostra d’arte del compianto lagonegrese, maestro Enzo De Filippo curata dalla sorella Maria Carmela e recensita dall’avvocato Michelangelo Volpe, il taglio del nastro vedrà protagonista all’apertura del percorso  il sindaco Franco Altieri e la presidente della pro loco Carmela Florenzano e si concluderà con un “reading “ letture di poesie: Vincenzo D’orsi, Antonia Esposito e gli studenti della cittadina nel nome della poetessa Donata Doni, che fu perseguitata durante il Fascismo, coordinato dalla professoressa Agnese Belardi autrice del libro ”Viaggio di una poetessa nei sentieri dell’anima”.

I reading di poesie prediligeranno la lingua che  diviene materia di canto e strumento di conoscenza sulle ali dell’intuizione, contro l’indifferenza, contro il razzismo e il dolore. Tutti possiamo diventare poeti educandoci all’ascolto, alla scrittura e alla cittadinanza attiva e democratica.

Presenterà l’evento la componente della commissione delle pari opportunità Mimma Grillo. Ad  illustrare il rapporto fra Donata Doni e la gioventù femminile cattolica  forlivese, la professoressa Marisa Arienzo, in particolare quello stabilitasi fra la fondatrice e  presidente provinciale del centro italiano  Jolanda Baldassarri  negli anni ‘30 .

Il  raccordo artistico: artigianato, pittura e poesia sarà un particolare momento che  richiama al passato storico vissuto dalla Doni che ancora liceale e particolarmente religiosa  assisteva a quel periodo,  diventandone in qualche modo protagonista.

La Baldassari e la Doni svolsero insieme anche se  su di un piano diverso, un lavoro di proselitismo diffondendo in molte parrocchie l’associazionismo femminile cattolico combattendo contro i pregiudizi . La grandezza poetica della Doni e della sua poesia annoverata fra le più alte espressioni del Novecento italiano, dopo quarant’anni di silenzio trascorsi dalle pubblicazioni dei critici del tempo.

L’esito del lavoro del saggio letterario della Belardi, puntiglioso e tenace ha  consentito la ricostruzione della parabola esistenziale della  Doni e ha dato lo spunto per successivi studi data la vastità dell’opera  ancora in gran parte inesplorata e giacente presso la biblioteca comunale di Forlì.

Donata Doni poetessa nata a Lagonegro ha lasciato scritto che non avremmo ereditato ricchezze materiali ma solo i suoi quaderni, fitti di parole di bene, versi e poesie che riempiono il cuore di sentimenti ed educano ai valori e alla pace. La poesia e la donna rappresentano insieme la bellezza,  l’amore e la speranza che danno significato alla vita, oltre la morte.  Così anche da ricordare un’ artista di umili origini, Enzo De Filippo, scomparso prematuramente  nel 2012. Era nato e vissuto a Lagonegro e non avendo disponibilità economiche dipingeva su tutto: legno, vetro, cartoni etc. Ha lasciato decine di opere. Dipingeva la vita con i colori dell’anima. Era grato alla sua insegnante di disegno che gli regalava i colori di nascosto per non mortificarlo davanti ai compagni servirà a  promuovere la solidarieta’, l’amicizia e  l’empatia  necessari nella società tecnologica- digitale che non comunica ma isola le  persone. Circa 30 e più opere saranno allestita nella sala dell’Ultima cena a Rivello e potranno essere visitate fino a metà febbraio.
Enzo De Filippo era nato a Lagonegro il 20 giugno 1956. E’ stato un artista che amava la sua terra, la Basilicata o Lucania e, visceralmente il paese natio, Lagonegro.

All’età di 11 anni si cimentò per la prima volta in rappresentazioni pittoriche, dipingendo sia paesaggi che volti di persone. Dopo le scuole medie e professionali si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti a Roma poi  Firenze dove completò gli studi e iniziò a lavorare. Amava, tuttavia, tanto la sua terra da sentirne troppo la  nostalgia e rientrare per non lasciarla fino alla sua dipartita avvenuta il 9 settembre 2012.

A Lagonegro sin da giovane aveva occupato un piccolo locale di pochi metri di sua nonna che diventò il suo “atelier” i suo angolo di paradiso dove rifugiarsi ma anche dove produrre. In quel disordinato sottoscala, definito così da sua mamma, lui restava chiuso in compagnia di se stesso e meditava sui grandi problemi  dell’umanità che oltre a dipingere immaginava di risolverli praticando l’ottimismo. Sempre gentile e disponibile con la gente conosceva i paesi della Basilicata e centinaia di persone che lo accoglievano nelle loro casa considerandolo una persona di famiglia e apprezzavano i suoi dipinti. Girando per i 131 Comuni non c’è un paese che non ha acquistato o avuto in regalo i quadri di Enzo De Filippo.

La sua era un’arte sociale rivolta all’uomo e al suo vivere nel mondo. Sottolineava le ingiustizie, il divario tra nord e sud del mondo, la povertà, l’emigrazione, il razzismo, la violenza e tanto altro. Praticava l’amore e nutriva la speranza e  li imprimeva sulle tele sperimentando tecniche diverse. Enzo De Filippo fu riconosciuto come artista internazionale e gli vennero tributati molti premi, segnalazioni e  menzioni. Tra i più importanti: il David d’Oro e il Dio Pan a Firenze, il Leonardo da Vinci e il Virgilio d’oro a Milano, il Colosseum a  Roma , Berlino festival, Premio internazionale in Spagna Barcellona e Madrid.

Fu presente in molte regioni italiane con le sue esposizioni personali e collettive a partire dal 1983. Le più famose al palazzo Ducale di Pesaro, Foggia, Vibo Valentia (1985), Palestrina,  Venezia (1989). I tour fuori dall’Italia, iniziarono nel 1988 Cannes, Berlino e Dallas. Fino agli ultimi anni in Basilicata dove rientrò definitivamente e nel 2004 fu la sua terra dove era più difficile guadagnare un premio da conterraneo, a riconoscere i suoi meriti artistici nel 2004  Potenza.

Molto vasta l’eredità artistica di De Filippo, in arte EoDo il suo pseudonimo.

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