Dalla finestra di Lucio si può dare uno sguardo al futuro. Ci si può perdere oltre l’orizzonte. E si  possono anche scorgere strade nuove, non percorse. Uno degli obiettivi del progetto che ha ideato e realizzato Cristiano Cremonini è proprio questo. Oltre l’amore per la sua città, Bologna. E quello incommensurabile verso Lucio Dalla. “La finestra di Lucio è una zona franca, un luogo fuori dal tempo, un ponte sull’aldilà dal quale il poeta Dalla, traboccante di curiosità e amore, si affaccia per scorgere, ascoltare e abbracciare l’umanità intera nella sua frenesia costante, misteriosa, incessante”, sottolinea Cremonini.

Cremonini (Cris La Torre) con Rod Mannara alla chitarra e Vito D’Eri, sosia di dalla (Foto di Luca Bolognese

“Dalla finestra di Lucio” nasce per questo. La scintilla l’ha fatta scoccare un libro. E alcune frasi di una lettera che appartiene a Lucio Dalla. Il resto lo ha fatto Cremonini. Cris La Torre, il nome d’arte con cui è conosciuto il tenore bolognese – ma con radici lucane: la famiglia di sua madre è originaria di Montescaglioso – ha composto un brano. Quel brano poi è diventato un video. E quel video non è che la radice di un progetto assai più ampio, al momento al palo per colpa del Covid 19, ma che presto potrà concretizzarsi. Cris, che dalla lirica ha cominciato a frequentare il mondo del pop, da diversi anni si sta dedicando alla scoperta e alla cura di giovani talenti. Cosa che, d’altra parte, ha sempre caratterizzato il percorso artistico di Lucio Dalla. E saranno proprio giovani talenti che, insieme a lui, porteranno sul palco, con una rilettura al passo con i tempi, i brani di Lucio Dalla.

“Il progetto è stato condiviso con le istituzioni bolognesi. Dalla è un personaggio illustre della città. Ho avuto il loro apprezzamento e questo mi ha fatto partire con maggiore tranquillità e anche con la spinta emotiva che era necessaria”, spiega ancora Cris La Torre.

Il Coronavirus per ora ci ha messo lo zampino, ma che vita avrà questo progetto?

L’assessorato alla cultura del Comune di Bologna ha lanciato la possibilità di utilizzare alcuni spazi del centro storico e delle periferie. Tra questi c’è anche il teatro  Del Baraccano, che avrebbe dovuto ospitare il concerto che era stato programmato in occasione del compleanno di Dalla. Dovrebbe – e potrebbe – succedere a luglio, se sarà possibile.

Il progetto va oltre il brano e il video di “Dalla finestra di Lucio”?

E’ molto più ampio. In linea con la politica di Lucio Dalla che ha avuto grande attenzione nei confronti dei giovani artisti. Io ho voluto rivolgere la mia attenzione proprio a loro, a cominciare dal produttore e arrangiatore del brano e dalla regista che ha girato il videoclip: sono due professionisti trentenni. Bravissimi.

Quindi da quella finestra dà uno sguardo ai giovani, al futuro?

Il brano esce con una giovane etichetta indipendente, frutto del coraggio e della forza d’animo di un giovane che va sostenuto e aiutato. E’ un piacere, ma traggo anche molti benefici da queste collaborazioni. Mi infondono una grande carica. Da molti anni sono promotore della musica: attualmente sono direttore artistico di un concorso che si occupa di giovani strumentisti. Attraverso questa mia canzone divento il portavoce di un messaggio di Lucio; ho quindi cercato di portare avanti un suo modo di essere dando ai giovani che fanno parte di questa etichetta discografica la possibilità di reinterpretare sul palco assieme a me i suoi più grandi successi. I concerti-tributo a Dalla si fanno con una certa frequenza ma questa nuova formula è piaciuta particolarmente.

Avrà al suo fianco, come nel video, Vito D’Eri che è il sosia ufficiale di Lucio Dalla.

Vito è una persona molto dolce: a lui Dalla ha cambiato la vita. Ha

Cris La Torre con il sosia di Lucio (foto di Luca Bolognese)

un affetto enorme nei suoi confronti, per questo fa parte del progetto, volevano che ci fossero sentimenti veri, rivolti alla figura di Lucio. Non è una operazione commerciale.

Cosa rappresenta per lei Lucio Dalla?

Lo chiamo simpaticamente “San Lucio”. Nel campo della musica è stato un autentico precursore… un intellettuale con il dono della comunicazione immediata a tutti i livelli. Il poeta Roberto Roversi, ad esempio, diceva che Dalla era “l’unico artista che stava un passo avanti alla sua ombra”… una sorta di profeta laico.

Da cosa nasce la canzone?

Da una lettera di Lucio, “magica” e molto profonda, pubblicata postuma in un libro sulla sua vita, intitolato “L’uomo degli specchi”.

Come sfocia nel pop il suo percorso professionale che ha raccolto tanti consensi nel mondo della lirica?

Anni fa, quando mi chiedevano che mestiere facevo, rispondevo sempre: “l’archeologo della musica”. E, in effetti, noi cantanti lirici, questo facciamo. Ma dopo vent’anni densi di soddisfazioni, costantemente in giro per i teatri di mezzo mondo, il mio talento creativo ha avuto il sopravvento… La mia è stata una decisione importante, ne sono conscio, perché presa a quarant’anni, ma era un desiderio troppo forte. E forse, a pensarci bene, quest’idea m’è nata proprio il giorno in cui ho condiviso il palco con Lucio… Fu in occasione di un grande concerto benefico promosso dal Resto del Carlino, per i restauri dell’antichissima Basilica di Santo Stefano. C’erano tutti i più famosi artisti bolognesi. Io rappresentavo il mondo della lirica. In quell’occasione mi chiesero di cantare una canzone pop. Era la prima volta, e scelsi “Caruso” ma non sapevo che dopo di me, su quel palco, si sarebbe esibito proprio l’autore della canzone, che era nel parterre, mentre io cantavo! Emozione doppia!! Avevo scelto Caruso perché è una canzone che parla di uno dei più grandi tenori di tutti i tempi e perché l’inciso ha una struttura musicale molto vicina alla romanza lirica. L’esibizione ebbe molto successo.

Lei è bolognese ma ha origini lucane: sua madre è lucana. Anche il sosia di Lucio, presente nel suo video, è lucano. Che rapporti ha con la Basilicata?

Mio nonno materno, di nome Vincenzo, era di Montescaglioso. Arrivò a Bologna da ragazzino e cominciò a lavorare come apprendista in una sartoria. In seguito ne ha aperta una sua ed ha avuto fortuna. Ho frequenti contati con i miei parenti di Montescaglioso. Si è creato un forte legame con la Basilicata, regione dove, quando posso, vado, specie in agosto, quando c’è la festa di San Rocco, patrono della mia cittadina d’origine, che si anima di una movida ininterrotta. 

Nella foto di Luca Bolognese, da sinistra Cris La Torre e Ricky Portera

IL PROGETTO.  “Dalla finestra di Lucio” è il nuovo singolo pop composto e interpretato da Cristiano Cremonini, in arte Cris La Torre, il noto tenore bolognese, che dopo una ventennale carriera lirica internazionale nel 2015 ha debuttato al Festival di Sanremo come autore assieme a Fio Zanotti per la star Lara Fabian e due anni fa ha presentato al Teatro Celebrazioni di Bologna il suo primo album pop, intitolato Tempo presente, prodotto e arrangiato da Roberto Costa e promosso dal grande discografico Michele Mondella.

La canzone inedita, arrangiata dal giovane musicista e produttore Rod Mannara e distribuita dall’etichetta discografica Mega Dischi/PMS Studio, è liberamente ispirata a una lettera di Lucio Dalla, pubblicata postuma nel volume “Lucio Dalla – L’uomo degli specchi” (Minerva Edizioni, 2013).  La copertina del singolo è stata disegnata dall’illustratore e fumettista bolognese Piero Ruggeri.

Il progetto musicale, che si avvale della collaborazione del chitarrista Ricky Portera, fondatore degli Stadio e storico collaboratore di Dalla, del sostegno di Emil Banca Credito Cooperativo con il patrocinio di Cna Bologna, doveva essere   presentato in concerto al Teatro del Baraccano di Bologna in occasione del compleanno di Lucio. “Per questa produzione – spiega Rod Mannara, arrangiatore, produttore discografico Mega Dischi – ho immaginato un sound che rispecchiasse il concetto dei pensieri sulla vita, delle finestre sul mondo che il testo racconta. Un riff irregolare, un’andare ed un tornare, una spazialità aeriforme. Tutto ciò è stato unito ad un carattere rock ballad, temperamento necessario per il guizzo geniale che è il solo finale di Ricky. Leggero ma anche tropicale, grazie alle percussioni, che conferiscono alle strofe un movimento dolcemente ballabile”.

IL VIDEO. Un mese dopo il compleanno di Lucio, il 4 aprile scorso, è uscito sulla piattaforma web anche il videoclip ufficiale della canzone, curato dalla giovane regista Federica Lecce, interamente girato a Bologna, in collaborazione con il Lions Club Bologna. La pellicola racconta con le immagini alcuni degli “squarci di cielo” (così Lucio li definiva) più belli di Bologna, ovvero gli scorci insoliti della nostra città attraverso le finestre del centro storico, in particolare in zona via D’Azeglio Alta, ma anche spaccati di vita comune, piccole azioni semplici, affetti, storie, preziosi gesti ancestrali del vivere quotidiano che si ripetono sempre, istintivamente, nei quali il celebre cantautore, come un vigile poeta crepuscolare, amava immedesimarsi profondamente: “vivo nella memoria di racconti incompiuti“.

Quando Cristiano mi affidò la regia del suo video, la sua canzone mi portò nell’immediato ad immaginare tante persone racchiuse nella loro intimità quotidiana – spiega Federica Lecce un cerchio che si stringe sempre di più nel più profondo vivere, dove le cose semplici riprendono il loro sapore: la stretta vicinanza di un’intera famiglia, la solitudine degli anziani e la speranza nei loro giovani, l’abbattimento dei pregiudizi etnici e di genere, la musica e la danza. Ma la cosa che personalmente mi dà i brividi, è la pura coincidenza con questo duro periodo a cui la vita ci ha sottoposto. Sarà forse l’arte una vera profezia, in un momento storico caratterizzato dal dovere civico e la necessità di rimanere in casa, dove l’unico spiraglio di vita che ci concediamo è affacciarsi da una finestra?”.

I PROTAGONISTI. Hanno partecipato al videoclip: Vito D’Eri, sosia ufficiale di Lucio Dalla, il celebre chitarrista Ricky Portera, il produttore Rod Mannara, il burattinaio bolognese Riccardo Pazzaglia, il ballerino e coreografo Gabriele Vaccargiu e alcuni giovani musicisti del Premio Giuseppe Alberghini e della Scuola di Musica “Il Temporale” di Bentivoglio.

 LA LETTERA. Quella lettera Lucio l’aveva scritta nell’estate del 2010 per celebrare la fine della carriera del Prof. Andrea Emiliani, Soprintendente per i Beni Artistici e Storici di Bologna e sarebbe dovuta andare dentro ad un libro a lui dedicato, ma quel volume per motivi vari non si fece più e quella lettera restò chiusa dentro ad un cassetto e riemerse solo dopo la sua prematura, tragica morte.

CHI E’ CRISTIANO CREMONINI. Cristiano Cremonini, in arte Cris La Torre, è un tenore, scrittore italiano nato a Bologna nel 1974. Nella sua ventennale carriera ha debuttato una quarantina di titoli operistici, fra cui dieci prime rappresentazioni assolute, spaziando dal repertorio settecentesco, a buona parte di quello ottocentesco italiano fino al Novecento e alla musica contemporanea. Alternando ruoli principali a quelli di carattere si è esibito in alcune fra le più prestigiose istituzioni teatrali e concertistiche italiane ed estere (il Teatro alla Scala, l’Opera di Roma, Il Comunale di Bologna, la Opernhaus di Zurigo, la Festspielhaus di Baden-Baden, la Concertgebouw di Amsterdam, il Bunka Kaikan di Tokyo, il Municipale di San Paolo del Brasile…) distinguendosi per la bellezza del timbro, la facilità del fraseggio e la chiarezza della dizione.

Ha collaborato con direttori d’orchestra e registi di chiara fama. Di recente la sua duttilità vocale e interpretativa gli ha permesso di spaziare in nuovi generi musicali affermandosi a tutti gli effetti come artista crossover.

Nel 2010 viene invitato da Andrea Mingardi a cantare “Caruso” accanto a grandi artisti del pop come lo stesso Lucio Dalla, autore della popolare canzone, Gianni Morandi, Luca Carboni, Cesare Cremonini, durante il “Maxiconcerto per la Basilica di Santo Stefano”, presso il Futurshow Station di Bologna (oggi Unipol Arena).

In quella stessa occasione, grazie all’amico Dodi Battaglia conosce l’arrangiatore e produttore Fio Zanotti con il quale instaura una lunga collaborazione artistica.

Nel 2015 debutta al 65° Festival di Sanremo come autore del testo della canzone “Voce”, interpretata dalla star internazionale Lara Fabian.

Nel dicembre 2017 al Teatro “Celebrazioni” e l’Auditorium Santa Cristina di Bologna presenta con grande successo l’album pop “Tempo presente”, prodotto e arrangiato da Roberto Costa. Feat. Paolo Zavallone, Antonella Maggio (autrice di “Un amore così grande”), Frank Nemola (Vasco Rossi Band), Barbara Cola e i DALLABANDA.

Alla carriera di cantante affianca quella di scrittore e promotore di giovani talenti della musica.

È autore di alcune pubblicazioni di poesia e narrativa. Per la casa editrice Pendragon pubblica due volumi di successo sulla storia del melodramma italiano: “Tenore all’Opera – Profili seri e divertenti di grandi maestri del melodramma”(2013) e “Opera d’Amore – Donne del melodramma fra letteratura, storia e mito”(2015).

È stato fondatore e presidente del “Progetto Cultura Teatro Guardassoni”, associazione culturale a cui si deve la riapertura e dell’antico omonimo teatro da camera bolognese (1879).

È stato fondatore e presidente del “Concorso lirico internazionale Città di Bologna”, competizione canora ufficiale del capoluogo emiliano romagnolo istituita nel 2007, giunta alla settima edizione.

Nel 2012 CNA Bologna gli assegna il premio “Eccellenza bolognese per la Creatività e la Cultura”, assieme lui ricevono il premio il cantautore Francesco Guccini, il regista cinematografico Giorgio Diritti, il flautista Massimo Mercelli, Patrizio Roversi e Syusy Blady. Consegna il premio Philippe Daverio.

È ideatore e direttore artistico del “Premio Giuseppe Alberghini”, concorso per giovani musicisti e compositori della Regione Emilia-Romagna, istituito dall’ente intercomunale Unione Reno Galliera, con la partnership del Teatro Comunale di Bologna, oggi giunto alla quinta edizione.

Nel 2019 viene invitato dalla Nazionale Italiana Cantanti a impersonare il Premio Nobel “Muhammad Yunus” nell’opera da camera multimediale – in anteprima mondiale – “27 dollari” di Paola Samoggia presso il Teatro della Fortuna di Fano, in presenza dello stesso Yunus.

 

 

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