Donne da celebrare, donne da far conoscere ai giovani. Quelle che hanno cambiato il mondo e quelle che hanno reso grande anche un piccolo microcosmo, come un paese della Basilicata. Dal gesto generoso di due nobildonne, alla tenacia e alla fatica delle operaie di una storica fabbrica di lampadine che, per diciotto anni, è stata un pernio dell’economia locale di Lagonegro. E’ questo uno dei propositi che si pone l’Associazione Salotto culturale Donata Doni, che- come avviene ormai da anni – organizza diverse iniziative culturali in occasione del 25 novembre, giornata contro la violenza di genere. “Novembre è il mese della campagna sociale contro la violenza sulle donne fisica o psicologica – spiega Agnese Belardi, insegnante, dirigente scolastica e anima dell’Associazione lagonegrese –  Il problema riguarda tutti, non solo le donne e bisogna ancor di  più, coinvolgere gli uomini e la politica. La lotta alla violenza sulle donne va fatta insieme”.

In occasione del 25 di novembre, la giornata mondiale contro la violenza sulle donne il salotto Donata Doni in sinergia con molte associazioni di diverse regioni d’Italia ha creato una rete per condividere un programma culturale ricco e corposo, in onore della poetessa, il cui vero nome era Santina Maccarrone, nata a Lagonegro proprio il 24 novembre 1913.

Il ” Novembre Rosa” è a lei dedicato, un festival delle donne, giunto all’ ottavo anno, che premia coloro che si sono distinte nella scrittura, nel giornalismo e nell’arte.

Tra gli obiettivi del progetto quello di “Coltivare la speranza” nel nome della poesia dedicata alla poetessa Donata Doni impegnata nel sociale ai suoi tempi.

Vissuta tra le guerre mondiali, ha lasciato traccia si sé non solo nei suoi quaderni fitti di parole e versi ma anche grazie al suo impegno nel volontariato e alla preghiera. Viene anche annoverata tra le grandi voci poetiche del ‘900. La poesia e la donna rappresentano insieme la bellezza,  l’amore e la speranza che danno significato alla vita, oltre la morte.

Le attività in occasione della giornata contro il femminicidio, oltre a ricordare la poetessa Doni serviranno a contrastare la violenza di genere che attanaglia la nostra società del benessere.

Le manifestazioni saranno incentrate particolarmente attorno alla giornata dedicata alla pittura e alla lettura di poesie,  rivolta ai più piccoli, ai ragazzi, agli studenti  con l’intento di avvicinarli al disegno e all’arte alla scrittura, attraverso laboratori- informativi e lezioni a distanza (DAD) o all’aperto nella scuola dell’infanzia e in presenza per la  primaria per promuovere la cittadinanza attiva e l’inclusione.

Al centro della rassegna sono le donne: tenaci, combattive, lavoratrici instancabili, studiose, mamme, casalinghe, impiegate, contadine, operaie, commercianti, imprenditrici etc.. Perno della società e della famiglia.

“Il salotto Donata Doni con la settimana Rosa di novembre dal 23 al 30 diventa officina di poesia e umanità per ritrovare se stessi e la pace – spiega ancora Agnese Belardi –  Quest’anno il premio Donata Doni non sarà in presenza e cercheremo di non essere dimenticati attraverso l’uso dei social .E’ ormai circa un anno che comunichiamo solo attraverso i social, siamo connessi, soli e  impauriti. Tuttavia, come sosteneva Donata Doni attraverso i suoi semplici versi la poesia sarà un lumicino di speranza e serenità; quest’anno dunque vogliamo dare un senso all’evento e soprattutto riempire questo tempo sospeso attraverso vari interventi che vedono coinvolti la scuola primaria, gli studenti delle superiori di primo e secondo grado, per lanciare loro un messaggio di non violenza. Vogliamo urlare il No alla violenza di genere, una violenza che non si arresta nonostante i tempi difficili del Covid. Inoltre, abbiamo puntato alla bellezza e allo Stile e nella carrellata delle donne più importanti del secolo tra 1920 -2020 per citarne qualcuno  punteremo i nostri riflettori su Madre Teresa di Calcutta, Michelle Obama, Coco Chanel, Marilyn Monroe e non ultima la neoeletta  vice presidente degli Stati Uniti d’America”

Ma l’attenzione sarà spostata anche sul territorio, raccontando le esperienze di donne che hanno contribuito alla crescita, anche economica, del Lagonegrese.

“Possiamo dire con orgoglio che l’anno 2020 – prosegue Agnese Belardi –  nonostante tutto è stato l’anno delle donne.Sono state le vere protagoniste nei settori sociale, economico, politico. Alle donne  riconosciamo una forza eterna anche nella nostra città, a Lagonegro e nella Basilicata dove moltissime sono state neoelette nelle nuove amministrazioni comunali”.

Lagonegro ha avuto  un passato grandi donne. E’ la stessa Belardi a sottolineare il ruolo di alcune di esse.

“In passato  sono state protagoniste in vari ambiti.  Lo storico  Palazzo Corrado, oggi sede  di numerosi eventi culturali e museo degli artisti, nel cuore della città e all’inizio del centro storico, fu donato da due sorelle Costanza ed Olimpia Corrado le quali appartenevano a una ricca e nobile famiglia presente a Lagonegro sin dal Diciassettesimo secolo. Erano anche le proprietarie di una serie di palazzi  nella Piazza grande della città. Costanza con testamento del 1848 lasciò al clero oltre ad altri beni anche il palazzo sito in via Tribunale in prossimità della villetta comunale, già sede degli uffici giudiziari e oggi di uffici finanziari. Dopo l’Unità d’Italia, a seguito della soppressione degli enti ecclesiastici, i beni del clero passaronono allo Stato nel 1876 e successivamente al Comune che li acquistò”.

Non solo nobildonne, però…

“Oltre alle nobildonne con la società che cambiava nel tempo cedendo il posto all’industria e all’artigianato mi viene in mente la fabbrica delle lampadine, la Siel, grazie alla testimonianza di Antonio Lagala, direttore dello stabilimento e di alcune operaie: grazie ad  Antonietta Buldo, che vive a Lagonegro e a Mariateresa De Filippo, che abita a Varese, sono riuscita a ricostruire, uno spaccato della Lagonegro industrializzata le cui  protagoniste sono “le donne”. Erano ragazze, adolescenti che dopo la scuola media o la licenza elementare ancora minorenni venivano assunte nella neonata fabbrica in via San  Giuseppe nel rione nuovo alla periferia della città. Erano 22 inizialmente e poi con l’ incremento della produzione diventarono 46. I turni lavorativi si svolgevano dalle 6 alle 14 e dalle 14 alle 22. La manodopera ,prevalentemente femminile, veniva regolarmente retribuita applicando il Contratto di lavoro. Per le assunzioni venivano fatte richieste all’ufficio di collocamento che allora aveva sede a Lagonegro. Dopo un breve periodo di prova, se superato, venivano confermate a tempo indeterminato. Le assunzioni erano fatte dal Direttore dello stabilimento: all’inizio Angelo Alagia, promotore dell’iniziativa. Dal 1969, dopo la sua uscita dall’azienda, ne prese il posto Antonio Lagala. La Siel, a Lagonegro per 18 anni, se non contiamo gli anni della cassa integrazione,  ha portato progresso economico in 46 famiglie del paese: la manodopera era tutta locale”.

Ma veniamo al programma del  “Novembre Rosa”, da lunedì 23 al 30 novembre in diretta streaming.  Il 25 le iniziative riguarderanno la pittura rivolta ai più piccoli, agli artisti in erba per avvicinarli al disegno e all’arte alla scrittura, con laboratori- informativi.

 

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