La scrittrice Chiara Ponte e la sua produzione letteraria

E se la storia fosse scritta al femminile? Se gli eventi del passato venissero raccontati con lo sguardo femminile, anche quando le donne non sono state le dirette protagoniste?

E’ quel che ha provato a fare Chiara Ponte, giovane scrittrice di Muro Lucano, 32 anni, una laurea  in Lettere moderne e, grazie alla pandemia che l’ha spinta a riprendere il percorso accademico, anche una prossima laurea magistrale in Storia e civiltà europee.

Quell’ottica particolare, nel raccontare i fatti del passato, lei l’ha utilizzata nel suo ultimo libro “Cronache di un borgo e delle sue donne”: sette episodi, narrati in ordine cronologico, dalle guerre puniche al brigantaggio, con un “salto” anche negli anni più recenti. E tutti e sette i racconti hanno come cornice unitaria l’ambientazione a Muro Lucano e, al loro centro, una figura femminile. “Non sempre la donna è protagonista degli eventi che racconto o di azioni straordinarie– spiega la scrittrice e autrice del libro – ma talvolta ne è una testimone, o è una donna ritratta nella sua quotidianità”.

Una storia, quella di Muro Lucano, che Chiara Ponte conosce così bene e così a fondo che da oltre dieci anni veste i panni di una guida turistica e accompagna chi arriva nel paese, alla scoperta delle bellezze locali. “E adesso, grazie alla collaborazione di dieci giovani muresi – sottolinea ancora Chiara – abbiamo deciso di abbinare al giro turistico alcune parti teatrali con le donne protagoniste del libro, facendo immergere il visitatore in diverse epoche storiche”.  Quel percorso, nel tempo, nei luoghi e attraverso le figure femminili, è diventato anche un video.

Ma partiamo dall’inizio. Questo è il terzo libro che pubblica: quando nasce in lei questa passione?

Questo interesse per la storia locale nasce ai tempi delle scuole medie: ogni anno il preside assegnava a ognuna delle classi un monumento, una zona o un episodio storico da conoscere. Con la guida degli insegnanti noi studenti facevamo delle ricerche, approfondivamo la conoscenza storica e artistica e l’ultima settimana di scuola, prima delle vacanze estive, tutto l’istituto andava in giro a visitare il paese: sul posto ogni classe, a turno, faceva da guida agli altri studenti e organizzava delle piccole manifestazioni (brani musicali, balletti, recite, mostre, ecc…). Ho continuato per anni in autonomia- e continuo ancora- a fare ricerche e ad approfondire ogni aspetto della storia del mio paese, finchè nel 2014 ho pubblicato un primo libro, una monografia intitolata: “Muro Lucano-  storia arte cultura – dalle origini al XXI secolo”. Questo volume, nell’arco delle 400 pagine, traccia un percorso nella storia: il libro è diviso per epoche e all’interno dei capitoli c’è la narrazione di episodi storici e dello sviluppo della città di Muro, ma anche la descrizione dei luoghi (ad esempio castello, chiese, piazze), di monumenti, di reperti archeologici, di opere artistiche, e le vicende di personaggi storici legati al territorio (come San Gerardo Maiella)…

Alla base di tutto, dunque c’è l’amore per Muro.

La copertina dell’ultima opera letteraria di Chiara Ponte

Sono legata alle mie origini e al mio paese, mi interessa la storia come disciplina: così molti anni fa ho avviato le ricerche storiche su Muro, aggiungendo volta per volta dei piccoli tasselli, e sono diventata anche guida turistica. All’università per una serie di coincidenze mi sono trovata a preparare la tesi di laurea sulla regina di Napoli Giovanna I d’Angiò, assassinata nel nostro castello. Conoscevo già questa straordinaria figura, la sua affascinante vicenda umana e di sovrana regnante.  La tesi doveva scoprire come si erano svolte le ultime fasi della sua vita. Su lei si è scritto tanto, ma sulla prigionia e sulla morte le notizie scarseggiano, per giunta c’erano dubbi, incertezze, notizie contrastanti, soprattutto su luogo, data e modalità di omicidio. Non si sapeva con certezza neppure se fosse morta a Muro o altrove. La mia tesi, basandosi su fonti poco conosciute prodotte all’epoca dei fatti, è servita a chiarire alcuni dettagli inerenti all’ultimo periodo della sua esistenza, dalla perdita del regno, alla tragica morte avvenuta nel 1382 nella fortezza di Muro.

Dopo la tesi, poi, è nato il suo secondo libro: Storia di una regina- Giovanna I d’Angiò e la sua tragica fine nel castello di Muro Lucano

Nel 2018 ho pubblicato un saggio interamente dedicato alla regina Giovanna, allo scopo di far conoscere questa figura e riabilitare il personaggio, per secoli dimenticato e descritto da uomini in modo sprezzante per il suo essere una donna di potere e di cultura.  Giovanna I d’Angiò attualmente è una figura che desta curiosità e interesse, non solo per ciò che ha rappresentato a livello politico e internazionale, ma direi soprattutto per la sua storia intrigante e tormentata, ricca di “colpi di scena”.  Ha ereditato il regno di Napoli a soli sedici anni, e ha governato per quasi quaranta anni con coraggio, saggezza e generosità, nonostante le interferenze dei 4 mariti, dei pontefici, dei nemici e degli intrighi di corte. Ha vissuto anche molte tragedie, come la perdita in tenera età di tutti e tre I figli.  La fine del suo regno è stata decretata da un intreccio di questioni politiche, religiose e di eredità. Oltre a un’ampia sezione incentrata sul tema prigionia e morte, nel libro ne ho tracciato la biografia, la sua complessa personalità, gli anni di regno, il rapporto con gli uomini e con celebri personaggi della sua epoca, come Boccaccio e Santa Caterina da Siena. Ho raccolto numerose leggende popolari che la vedono protagonista  e ho ripercorso la sua “fortuna” nell’arte, nella letteratura, nella storia.

La regina Giovanna è una delle protagoniste anche del suo ultimo lavoro letterario: Cronaca di un borgo e delle sue donne.

Cronache di un borgo e delle sue donne, edito nel 2020,  è una sorta di romanzo storico, ma è concepito in modo particolare: sono sette racconti o episodi. Si possono leggere singolarmente, ma leggendoli uno di seguito all’altro, in ordine cronologico, si ripercorre idealmente la storia di un borgo del Sud Italia. Ogni racconto ha come protagoniste una o più donne. Tra queste la più nota e “importante” è sicuramente la regina Giovanna.  Il mio racconto si apre con il suo arrivo come prigioniera nel castello di Muro: consapevole che la sua fine è vicina (sarà uccisa su mandato del nipote Carlo di Durazzo), mette per iscritto le sue memorie, consegna ai posteri la verità dei fatti.

Il territorio di Muro è uno dei fili conduttori del romanzo

Tutti gli episodi che narro hanno due elementi in comune: la narrazione al femminile e la cornice ambientale, perché sono tutti accaduti a Muro. Muro Lucano è una presenza di sottofondo, ma allo stesso tempo ingombrante, dalla bellezza disarmante.  La città di Muro tiene unite e lega le donne dei racconti con un filo invisibile di un gomitolo che si snoda attraverso i secoli, in questo scenario fiabesco. Muro inoltre ha il compito di generare le storie e preservarne la memoria. E’ la madre di tutti i personaggi. Con quest’opera omaggio ancora una volta la mia città evidenziando la sua bellezza e tramandandone la sua storia gloriosa.  Anche se questo libro è ambientato nel mio paese, è consigliato a tutti,  anche a persone che non hanno legami o non conoscono Muro Lucano, sia perchè è romanzato, sia perché ha un respiro più ampio,  nel senso che le vicende narrate sono collegate alla storia nazionale, e si parla di fenomeni, contesti socio-culturali, modi di vivere,  che riguardano in generale l’ Italia, in particolare il sud.

Dunque un intreccio tra storia e romanzo, tra finzione e realtà?

I racconti che compongono il libro sono una fusione tra episodi realmente accaduti ed elementi romanzati. Di base c’è la storia reale, documentata dalle fonti; I luoghi o le opere d’arte che descrivo esistono davvero. Le parti romanzate non alterano il reale svolgimento della storia, ma spesso servono per creare espedienti, situazioni in cui ambientare la narrazione; per rendere i racconti più intriganti o avvincenti, o per colmare I vuoti derivanti dalla mancanza di informazioni biografiche. Per alcune donne avevo a disposizione molte notizie, ho potuto studiarne nei dettagli le biografie; per altre, soprattutto quelle del popolo, le notizie erano davvero frammentarie.  La maggior parte dei personaggi sono realmente esistiti. Raramente ho inventato dei personaggi, seppur verosimili, che raccontano una storia reale: è il caso della fanciulla di Numistrum, creata per raccontare una battaglia avvenuta tra Annibale e il console romano Claudio Marcello, durante la seconda guerra punica, in territorio murese; la vita della fanciulla è stravolta dall’incontro con un soldato romano ferito che le aprirà le porte della conoscenza; è inventata anche la donna giacobina che partecipa ai moti del 1799, quelli della Repubblica Partenopea, quando anche a Muro fu innalzato l’albero della libertà- ma realmente delle donne presero parte a questa rivoluzione, purtroppo terminata nel peggiore dei modi. Poichè questo libro, oltre all’intrattenimento, ha finalità educative, in conclusione ho inserito un capitolo che per ogni racconto chiarisce cosa è tratto dalla realtà e cosa è finzione.

Qual è il personaggio più recente che narra nel suo libro?

Come periodo storico sono arrivata al brigantaggio, ma nel racconto dedicato alla nobildonna Giovanna Frangipane della Tolfa, che nel ‘600 era una feudataria di Muro, nonché la madre del pontefice Benedetto XIII (Pierfrancesco Orsini),  ambiento i fatti nel 2017 quando è stata riaperta al culto la cattedrale di Muro, crollata molti anni prima, con il terremoto del 1980. Ho immaginato una donna dei giorni nostri che partecipa all’inaugurazione, s’addentra nei sotterranei e rimane chiusa per una notte. Si addormenta su una panca della chiesa, e le appare in sogno la nobildonna che le tiene compagnia  mostrandole le opere d’arte, portandola in giro nei  luoghi comunicanti con la cattedrale e narrando la storia della sua famiglia legata a quei luoghi (il palazzo vescovile, il Seminario e il Castello).  Struttura simile ha il racconto che vede come protagonista la monaca Lucrezia Orsini,  vissuta nel Seicento. Per raccontare lei sono partita da un interessante quadro, ricco di significati simbolici, che ha donato alla chiesa del convento delle clarisse. Anche in questo caso ho scelto di fare un salto temporale in avanti e di unire nello stesso racconto due fenomeni che non hanno nulla in comune: la monacazione forzata e l’emigrazione di fine 800 verso le Americhe. E’ ambientato negli anni Settanta del 900 (poco prima del terremoto che ha distrutto per sempre la chiesa e il convento), quando la nipote di alcuni muresi  emigrati negli Stati Uniti viene a visitare il paese, ed entra nella chiesa alla quale I suoi antenati erano legati per una storia  familiare. E mentre la donna osserva il quadro, soffermandosi sulla monaca dipinta nell’angolo destro della tela, un po’ annerita dal tempo e dai fumi delle candele, alle sue spalle compare una religiosa che dopo il suo racconto sparisce inspiegabilmente.

Ha scelto di narrare al femminile. Qual è il punto di vista? Cosa ha di diverso la storia raccontata al femminile?

Ho filtrato la narrazione attraverso una prospettiva femminile, perché mi sono resa conto che le donne del passato, tranne rare eccezioni, non trovano spazio nella Storia. Ma la Storia, che è vita vissuta, non è stata fatta solo dagli uomini: a volte le donne sono state le vere e proprie protagoniste degli eventi, ma in ogni caso hanno dato il loro contribuito al corso della storia, all’interno della famiglia o della società, tramite il lavoro, azioni coraggiose o in campo culturale.  Ho voluto raccontare la storia di Muro attraverso un punto di vista femminile, che offre sicuramente uno sguardo, una sensibilità ed emozioni diverse, per dare spazio e dignità a questi personaggi poco noti, spesso dimenticati.

Che donne sono quelle che racconta?

Un momento della visita teatralizzata: Chiara Ponte è la regina Giovanna

Sono donne comuni, eroine o donne celebri; madri, mogli, amanti, sorelle e figlie; nobildonne e popolane; donne legate al potere o alla cultura; donne dedite alla famiglia o alla lotta per la sopravvivenza; donne di fede o donne mondane. Ognuna di loro è animata da ideali e da profondi sentimenti, e ha dato il suo contributo agli eventi di natura locale o di portata nazionale.

Usa un espediente anche per raccontare la vita di san Gerardo Maiella, nato a Muro e diventato patrono del paese.

Questo è un racconto corale. La sua storia emerge dai ricordi delle tre sorelle e da altre donne del popolo. Due mesi dopo la morte di Gerardo Maiella, un frate redentorista  si reca a Muro per raccogliere informazioni dirette da chi l’ha conosciuto e da chi ha ricevuto dei miracoli; le utilizzerà per scrivere  quella che sarebbe diventata la prima biografia ufficiale del Santo.

C’è anche il brigantaggio… al femminile

Quel periodo lo racconta Angiolamaria  Malpiedi: era la figlia di un brigante e di una donna coraggiosa che, sorpresa a portare  viveri al marito nascosto nel bosco, era stata giustiziata in piazza, lasciando orfana la figlia lattante. Dai registri dell’anagrafe ho recuperato qualche dato, tra cui il suo nome e quello della madre Maria Marolda, citata nelle cronache ottocentesche solamente come “moglie del brigante Imbimbolo”.  Tramite questo personaggio racconto la sua vicenda familiare e tante altre storie legate al brigantaggio pre e post unitario.

Immagini del paese e di momenti della visita teatralizzata: la storia di Muro Lucano raccontata attraverso alcuni personaggi femminili

Dal libro al video. E non solo… La storia di Muro prende corpo anche nei luoghi stessi dove si è realizzata. 

 

Abbiamo messo in atto delle iniziative che nel nostro piccolo vogliono far rivivere la storia e avvicinarla alle persone. I personaggi che ho raccontato con il libro prendono vita in un video amatoriale, realizzato in collaborazione con i giovanissimi Francesco e Felicia Sarcinella e con l’associazione culturale “Donne e Storie”; si intitola “Viaggio nel tempo con le donne della sua storia” ed è disponibile su You Tube. Ma, basandomi su quelle figure femminili e su quegli episodi storici, ho ideato anche le “visite guidate teatralizzate”: io, nei panni della regina Giovanna, racconto in prima persona le sue vicende personali e accompagno i visitatori nei principali luoghi di interesse di Muro, descrivendoli come farebbe una guida turistica.  Nel tragitto incontrano tutte le altre donne del libro, che si rendono protagoniste di piccole scene teatrali all’aperto, in prossimità di monumenti o luoghi significativi.  I turisti compiono  una sorta di  viaggio nel tempo, oltre che nella città di Muro Lucano, attraverso racconti, musiche, danze, costumi, simboli, e in alcuni momenti vengono coinvolti anche loro nella nostra teatralità.

 

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