Il suo sarà un Giro d’Italia particolare. In bicicletta, com’è abituato da anni, a dispetto della sua età da pensionato. Ma non avrà traguardi da tagliare, gran premi della montagna da aggredire pedalando. Le tappe del suo particolare Giro sono segnate dalle stragi nazifasciste. Giovanni Bloisi, il ciclista della memoria, dopo aver percorso in lungo e in largo le strade d’Europa e di altri continenti, per testimoniare il suo impegno civile, ha deciso di toccare i luoghi dove sono avvenute stragi e rappresaglie di marca fascista e tedesca, in Liguria, in Piemonte e in parte della Toscana.

Partirà il 4 maggio da Torino (lui, lucano di Carbone, vive a Varano Borghi, in provincia di Varese).

La prima tappa servirà a commemorare l’eccidio di Grugliasco del 30 aprile del 1945, con 68 vittime tra partigiani e civili, e i 51 morti civili del 3 aprile 1944 a Cumiana.

Poi il percorso si snoderà tra Saluzzo, Costigliole Busca (dove il 5 gennaio 1944 morirono 27 persone, tra civili e partigiani nel cosiddetto eccidio di Ceretto), Dronero (8 vittime il 2 gennaio 1944), Cuneo (in memoria di Duccio Galimberti), Borgo San Dalmazzo (per ricordare la deportazione degli ebrei: 329 stranieri e 26 italiani), e Boves, luogo dove avvenne la prima rappresaglia italiana su un nucleo abitato: 24 le vittime, 350 le case distrutte.

L’8 maggio Giovanni Bloisi farà tappa a Castel Vittorio, dove tra il 3 e il 5 dicembre del 1944 si contarono 21 vittime; il giorno dopo la bici del pensionato varesino si fermerà a Latte (14 partigiani uccisi tra l’11 e il 28 marzo del 1945) e ad Arma di Taggia. Qui visiterà il Museo della Resistenza del Ponente Ligure che si trova a Costa Carpasio e che fu una importante base partigiana).

Nella tappa successiva la sosta a Torre Paponi servirà a commemorare 28 vittime tra il 14 e 16 dicembre 1944 e a Testico, dove i morti, il 15 aprile del 1945, furono 27.

Il libro La scelta difficile (Edigrafema) che racconta la storia del giudice lucano Nicola Panevino ucciso a Cravasco dai tedeschi

A Savona Giovanni Bloisi farà tappa per ricordare l’importanza della resistenza cittadina, dove il movimento dei partigiani prese le mosse da importanti fabbriche storiche. Qui ha abitato, vissuto e operato, come presidente del Cln provinciale il giudice lucano (carbonese di nascita, proprio come Bloisi) Nicola Panevino che venne arrestato nel dicembre del 1944 e ucciso, alle porte di Genova, il 23 marzo dell’anno successivo, in una rappresaglia nazifascista.

Il 12 maggio Bloisi farà tappa al Passo Faiallo, al Sacrario che ricorda la strage del Turchino (59 partigiani uccisi il 19 maggio 1944) e a Masone (13 i partigiani morti l’8 aprile 1944.

Da Masone il ciclista della memoria il giorno successivo, il 13 si dirigerà verso il sacrario della Benedicta, nel comune di Bosio, in provincia di Alessandria, dove perirono 147 partigiani nella battaglia che si tenne tra il 6 e l’11 aprile del 1944. Poi si dirigerà a Cravasco, il luogo, nel comune di Campomorone dove i tedeschi uccisero, per rappresaglia 17 partigiani, prelevati dal carcere di Marassi a Genova. Tra questi morti anche il giudice Nicola Panevino. I detenuti che i tedeschi avrebbero voluto fucilare il 23 marzo del 1945 dovevano essere 20: due fuggirono durante il tragitto che li portava da Genova al cimitero di Cravasco, gettandosi dal camion sul quale viaggiavano. Un altro, Arrigo Diodati, nome di battaglia Franco, restò illeso dopo ben due tentativi di fucilazione. I tedeschi lo creddero morto, perché cadde tra i corpi senza vita dei suoi compagni e riuscì a salvarsi.

Le tappe del 14 maggio servono a commemorare i 22 partigiani periti il 2 dicembre del 1944 nella strage della spiaggia dell’Olivetta a Portofino e a ricordare le stragi di Libiola, Rio della Valletta e Villa Pino, nel territorio di Sesti levante. Il 15 maggio Bloisi si fermerà a Ameglia. Qui, in località Punta Bianca il 26 marzo del 1944 furono uccisi 15 militari statunitensi. Ultima tappa a San Terenzo Monti, in provincia di Massa, dove nei borghi di Valla, Bardine, San Terenzo Monti e Vinca perirono 333 civili nelle cosiddette stragi della linea gotica. Ultima commemorazione a La Spezia: nel tribunale militare spezzino furono aperti i processi alle stragi).

Ma non è l’unica impresa che lega Bloisi alla Liguria. Nella prima metà del mese di aprile il ciclista della memoria è riuscito a consegnare, con una toccante cerimonia che lo ha coinvolto, una piastrina militare alla figlia di un soldato che risultava disperso in Russia dal febbraio del 1943.

La mappa dei viaggi fatti da Giovanni Bloisi con la sua bicicletta

David Porschin era un fabbro genovese, nato nel 1913. A 21 anni, nel 1934 fu chiamato alle Armi. Si congedò due anni dopo e tornando a casa si sposò ed ebbe una figlia. Nel 1939, il 30 agosto, due giorni prima dello scoppio della guerra, venne chiamato nuovamente nell’esercito. E nel 1942, quando ormai pensava di non essere più coinvolto, partì per la Russia, da dove non ha fatto più ritorno. All’inizio di febbraio del 1943 fu dichiarato disperso. La famiglia non ha mai saputo più niente.

Ma qualche anno fa, mentre con la sua bicicletta Giovanni Bloisi si stava dirigendo in Russia, si fermò a Voronetz dove incontrò Igor. E il giovane russo gli raccontò che aveva trovato alcune piastrine militari di soldati italiani. Erano vicino a una fossa comune, dove erano stati seppelliti i soldati italiani deceduti.

Bloisi le ha conservate gelosamente, ha cercato di ricostruire la storia di quel soldato. E adesso ha consegnato la piastrina alla famiglia che, finalmente è venuta a conoscenza di dov’è sepolto il loro caro.

 

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